Azerbaijan, ruolo chiave nello scacchiere euro – asiatico

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AZERBAIJAN – Baku. 12/10/13. L’Azerbaijan è diventato un paese chiave nello scacchiere geopolitico del Caucaso (Sud e relazioni con il Nord) e nei rapporti con i paesi emergenti del centro-Asia. Migliorando al contempo le sue relazioni di buon vicinato con l’Iran.

A conferma di ciò, notizia di oggi, l’incremento dello scambio commerciale con Teheran. «Ammonta a 274.000 mila dollari il valore dei prodotti non petroliferi che sono stati esportati dall’Iran in Azerbaigian nel corso dei primi sei mesi del 2013 (l’anno civile in Iran inizia il 21 marzo), a questi vanno aggiunti i 654 mila dollari per 301 automobili esportati dall’Iran in Azerbaigian, a darne notizia all’agenzia Trend, il consigliere economico dell’ambasciata iraniana in Azerbaigian Sayyid Faraj Shahidi. I principali prodotti esportati dall’Iran all’Azerbaigian nel corso del periodo di riferimento sono i materiali da costruzione, tra cui cemento, clinker, vetro grezzo, mattonelle di ceramica, così come il minerale di ferro e dei prodotti agricoli. Secondo il consigliere economico, sono invece, circa 11 milioni di dollari i beni esportati, dall’Azerbaijan in Iran nei primi sei mesi del 2013. La maggior parte della importazione compresa, legname, cotone, idrocarburi ciclici insaturi e di vari tipi di materiali in gomma.

Ma a contendersi i favori dell’Azerbaijan c’è anche la Russia, ex madre di tutte le regioni del Caucaso. Mosca sta facendo i conti con la crisi economica internazionale, difficoltà a sviluppare il mercato interno, e ora deve tamponare le ferite derivanti dai nuovi competitor nel settore energetico, tra cui appunto l’Azerbaijan.

E se da un alto sembra sempre più pressante la “ri-nascita” degli stati coloniali, vedasi cosa sta succedendo nelle regioni africane e nell’Artico, quello che cambia a dispetto dell’epoca coloniale è la mappatura dei colonizzatori.

Non ultimo, in questo senso, da parte di Mosca, il tentativo di far aderire Baku, all’unione doganale euroasiatica. Estremo tentativo per riportare l’Azerbaijan sotto il cappello della Russia, cosa che Baku al momento non ha intenzione di fare.
«Se l’Azernbaijan aderirà all’unione doganale euroasiatica lo farà molto probabilmente in collaborazione con la Turchia» ha riferito il vice presidente della Commissione Inter-Gruppo di lavoro sulla cooperazione internazionale e la diplomazia pubblica della Camera Russia, Sergei Markov.

Il vice presidente ha sostenuto che il focus della economia azera nel settore energetico non richiede la sua partecipazione all’Unione doganale. Tuttavia secondo Markov, sarebbe estremamente vantaggioso per la Turchia con la sua forte economia di produzione tra cui lo sviluppo di industria leggera, agricoltura e altri settori, a partecipare a questo tipo di unione doganale.
«Non accadrà presto – che l’Azerbaijan aderirà all’unione doganale euroasiatica – a causa della natura dell’economia azera», ha detto Markov. 
Secondo lui, l’interesse di Azerbaigian a far parte dell’Unione doganale si manifesterà più avanti. 


Mentre la Russia vede nell’unione doganale euroasiatica l’opportunità di creare un mercato competitivo nei confronti della vecchia Europa andando a competere con i Paesi sviluppati, per l’Azerbaijan al momento è più importante portare avanti i rapporti con la l’UE, suo principale cliente in materia energetica. Non è un caso infatti che molti analisti politici azerbaijani da tempo criticano il Presidente Aliyev di condurre politiche indesiderate a Mosca. 
Markov ha spiegato in una riunione a Baku che l’Unione doganale ha due obiettivi principali: in primo luogo, i grandi mercati si stanno sviluppando rapidamente e sono più resistenti alla crisi economica mondiale e la seconda, lo sviluppo della produzione ad alta tecnologia richiede grandi mercati che sono più attraente per gli investimenti.

Anche l’Uzbekistan, per voce del suo presidente, Islam Karimov, si è mostrato riluttante ad aderire all’Unione doganale e le altre associazioni internazionali alla fine del 2011. Anche questa regione del centro Asia comincia ad avere interessanti scambi commerciali con l’Europa e soprattutto ha un nuovo partner economico/militare chiamato Cina.

L’unione doganale eurasiatica è una forma di integrazione commerciale ed economica della Repubblica di Bielorussia, Kazakistan e la Federazione russa, che garantisce un unico territorio doganale garantisce una tariffa doganale unificata e altre azioni comuni per disciplinare gli scambi di beni con i paesi terzi, ha iniziato a operare nel 2012. I primi paesi ad aderirvi Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Gli scambi commerciali avvengono anche tra Kirghizistan, Moldova, Siria, Vietnam, Nuova Zelanda hanno espresso il desiderio di rendere l’adesione all’Unione doganale.
Azerbaijan, insieme con l’Uzbekistan e il Turkmenistan, non hanno aderito al nuovo Trattato sulla zona di libero scambio, firmato il 18 ottobre 2011 da i capi di governo del Commonwealth di otto stati membri.