A Roma si festeggia l’Azerbaijan

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ITALIA – Roma. 28/05/14. Oggi a roma l’Ambasciata dell’Azerbaijan onora la festa della Repubblica.

«Primo esempio di Stato laico e democratico nell’Oriente musulmano, la Repubblica Democratica dell’Azerbaigian nasceva infatti il 28 maggio 1918 e sopravvisse 23 mesi, fino all’occupazione, il 28 aprile 1920, da parte dell’armata bolscevica». Fonte Ambasciata. «Tra i tratti di rilievo di questa fase storica, è importante ricordare come le donne azerbaigiane ottennero il diritto di voto, nel Paese fu attivo un parlamento pluripartitico, fu creata la prima scuola laica per ragazze musulmane, la prima opera ed il primo balletto in Oriente. Dopo il periodo dell’Unione Sovietica, durato 70 anni, l’Azerbaigian ristabilì la sua indipendenza nel 1991».

Oggi si legge ancora nella nota dell’Ambasciata «é un Paese leader nella regione del Caucaso meridionale, in rapido sviluppo e con un posto di rilievo nello scacchiere internazionale. L’Azerbaigian è lo Stato più esteso della Regione del Caucaso meridionale e con una popolazione di oltre 9,5 milioni di abitanti è anche lo Stato più popoloso dell’area. Affianca alla ricchezza naturalistica importanti risorse minerarie, e in particolare grandi riserve di petrolio e gas naturale. Posto sull’Antica Via della Seta, crocevia di popoli e culture, l’Azerbaigian ha sempre avuto forti legami con l’Occidente e con l’Europa, in tutto il percorso della sua storia. Oggi il paese sta facendo grandi progressi in termini di sviluppo democratico, ruolo della legge, buon governo, protezione dei diritti umani, anche se permangono dei problemi, come è naturale in uno Stato che ha riconquistato la sua indipendenza da soli 20 anni, dopo il crollo dell’Unione Sovietica».

«In ambito internazionale», continua la nota, «l’Azerbaigian ha un ruolo di rilievo nelle maggiori organizzazioni internazionali. È stato il primo, tra gli Stati del Caucaso Meridionale e dell’Asia Centrale, a essere eletto come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2012-2013. Dal 25 gennaio 2001, l’Azerbaigian è anche membro del Consiglio d’Europa, e ne è attualmente alla presidenza fino a novembre di quest’anno. Tra le priorità nella politica estera vi è la cooperazione con l’Unione Europea e con la NATO». «Le relazioni con l’Italia ricoprono un posto fondamentale. Attualmente l’Italia si distingue nell’Unione Europea come un partner importante e vicino all’Azerbaigian, e le relazioni bilaterali e multilaterali tra i due Paesi sono in continuo sviluppo. L’Italia resta il maggior partner commerciale dell’Azerbaigian, con un volume di scambio bilaterale di oltre 6 miliardi di euro, che supera il giro di affari dell’Italia con alcuni tra gli altri stati dell’Unione Europea: infatti l’Azerbaigian è tra i più grandi fornitori di greggio all’Italia. Nei prossimi anni è in progetto la realizzazione del gigantesco gasdotto che dall’Azerbaigian porterà gas nei mercati d’Europa, il Trans Adriatic Pipeline, da cui l’Azerbaigian diventerà anche uno dei principali fornitori di gas per l’Italia. Il progetto permetterà inoltre di avere decine di migliaia di nuovi posti di lavoro nella regione Puglia. Oggi una larga quantità di imprese italiane dimostra grande interesse nel settore non-oil in Azerbaigian, in particolare nei settori delle costruzioni, arredamenti, ingegneria meccanica, industria alimentare, agricoltura, turismo, ceramiche ed altri». «L’Azerbaigian gode di ottimi rapporti internazionali, se si fa eccezione per l’Armenia. Da oltre 20 anni, con l’occupazione militare da parte dell’Armenia del Nagorno Karabakh regione dell’Azerbaigian, e delle sette regioni azerbaigiane circostanti, l’Armenia ha invaso, in cifre, il 20% del territorio dell’Azerbaigian. Tale occupazione ha causato la morte di 30 mila cittadini dell’Azerbaigian, e ha costretto la comunità azerbaigiana del Nagorno Karabakh, regione dell’Azerbaigian, e delle 7 regioni circostanti,  ad abbandonare le proprie case. Oggi in Azerbaigian vive oltre un milione di rifugiati e di profughi interni che sono stati vittime della pulizia etnica in Armenia e nei territori occupati dell’Azerbaigian. A questo riguardo i drammatici avvenimenti in Ucraina mettono in evidenza la necessità di un maggiore interesse della Comunità internazionale verso i conflitti regionali in Azerbaigian, Moldova, Georgia, e verso l’integrità territoriale di questi stati. L’Azerbaigian continua ad auspicare una soluzione del conflitto, in accordo con i principi del diritto internazionale e con documenti pertinenti delle organizzazioni internazionali, sulla base della sovranità e integrità territoriale della Repubblica dell’Azerbaigian. Alla base del conflitto del Nagorno Karabakh non ci sono cause religiose, ma solo l’occupazione da parte dell’Armenia del 20% del territorio azerbaigiano. L’Azerbaigian è uno Stato che si distingue per essere multiculturale e multiconfessionale. La maggioranza della popolazione è musulmana ma in accordo con la Costituzione della Repubblica dell’Azerbaigian non c’è una differenzione nella popolazione in base alla sua religione, tutti godono degli stessi diritti. Ottimi sono infatti i rapporti con altri paesi Cristiani nella regione, come la Georgia e Russia. La costruzione della prima chiesa cattolica a Baku iniziò già nel 1909, e con la fine dell’Unione Sovietica, con la riacquisizione dell’indipendenza, fu ricostruita sulla base di un accordo raggiunto tra l’allora presidente Heydar Aliyev e Giovanni Paolo II nel 2002».