AUTOMOTIVE. Evergrande diventa elettrica per rifarsi dalle perdite

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L’unità di veicoli elettrici del China Evergrande Group ha iniziato ad accettare i preordini per il suo primo modello, in quello che l’immobiliare in difficoltà spera sia il primo passo per recuperare i suoi ingenti investimenti in un settore competitivo.

Il veicolo utilitario sportivo Hengchi 5 ha un’autonomia di 602 km e ha un prezzo di 179.000 yuan, cioè 26.700 dollari, compreso un deposito di 1.000 yuan.

Il China Evergrande New Energy Vehicle Group ha dichiarato che le consegne inizieranno a ottobre e che l’azienda punta a spedire 10.000 veicoli entro il primo trimestre del 2023, riporta Nikkei.

La casa automobilistica ha anche reso noti i nomi dei suoi fornitori, che includono la società cinese Contemporary Amperex Technology, o Catl, nonché operatori stranieri come la tedesca Bosch e la giapponese Jtekt e il produttore di robot industriali Fanuc.

Evergrande ha annunciato il suo ingresso nel settore dei veicoli a nuova energia, nome cinese per le auto elettrifiche,  nel 2018. Nel 2019 l’azienda ha annunciato l’intenzione di investire 45 miliardi di yuan in tre anni. Ha stretto partnership con produttori di componenti europei e acquisito la relativa proprietà intellettuale.

La sua divisione veicoli elettrici si sta preparando alla produzione e alla vendita di massa con il sostegno del gruppo tecnologico cinese Tencent Holdings e di numerosi altri investitori. Ma grandi nomi come BYD e Tesla controllano già gran parte del mercato cinese dei veicoli elettrici e non è chiaro come Evergrande possa distinguersi dagli altri operatori emergenti che già lottano per spartirsi fette di mercato.

Evergrande si trova anche ad affrontare venti contrari nella sua principale attività immobiliare. Un numero maggiore di aspiranti acquirenti di case non sta comprando, poiché Evergrande e altri grandi costruttori sono alle prese con una crisi di liquidità a seguito della stretta imposta dalla Cina sul mercato immobiliare. Anche la recrudescenza dei casi di coronavirus, poi, ha contribuito a una lunga flessione del mercato.

Luigi Medici