Migranti in rivolta in Australia

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AUSTRALIA – Nauru 21/7/13. Il 20 luglio in un “Cpt” australiano a Nauru è scoppiata una violenta protesta dei “rifugiati” richiedenti asilo.

Gli edifici del campo sono stati date alle fiamme, e centinaia di richiedenti asilo sono fuggiti dal cpt durante i tumulti presso l’impianto di rifugiati, in seguito ad un annunciato giro di vite sull’immigrazione. I disordini scoppiati nella notte tra il 19 e il 20 luglio hanno visto i detenuti, per la gran parte iraniani, prendere il controllo del centro d’immigrazione nella remota isola del Pacifico di Nauru e armarsi con coltelli e barre d’acciaio. Trascorsa la mezzanotte in Australia, l’Immigrazione ha detto che tutti i richiedenti asilo erano stati ritrovati e che l’ordine era stato ripristinato. Un portavoce dell’Immigrazione ha detto che la maggior parte degli edifici più importanti, tra cui i blocchi di alloggio, il centro medico, la sala da pranzo e gli uffici erano stati distrutti durante la protesta, che ha coinvolto circa 150 uomini. Quattro erano stati ricoverati in ospedale con ferite lievi e nessun membro del personale era rimasti feriti. Durante gli scontri, quasi la metà dei 545 richiedenti asilo era fuggita. I richiedenti asilo hanno abbandonato la loro protesta dopo quattro ore quando un enorme gruppo di persone del luogo si era recato presso la struttura del cpt armatio di tubi metallici e di machete per aiutare le autorità a contenere la violenza in risposta ad una richiesta di aiuto del governo. L’Australia aveva annunciato il 19 luglio che i boatpeople non sarebbero più stati accettati nel paese e tutti i futuri arrivi non autorizzati sarebbero stati respinti verso la Papua Nuova Guinea. Il primo ministro australiano Kevin Rudd spera che la linea dura possa aumentare le sue chance politiche per le prossime elezioni, bloccando un flusso d’immigrazione che nel 2013 ha già superato i 15mila sbarchi. Le misure del governo hanno scatenatole proteste dell’opposizione australiana.