Nuove misure antiterrorismo in Australia

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AUSTRALIA – Sydney 27/05/2015. L’Australia intende privare della cittadinanza i militanti con doppia cittadinanza che combattono all’estero o che effettuano attacchi.

Ha annunciato la pesante misura il primo ministro Tony Abbott il 26 maggio; si tratta dell’ultima di una serie di nuove politiche tese a combattere il radicalismo. L’Australia è in allerta dopo gli attacchi subiti e per la forte presenza di elementi radicali nel proprio territorio; Abbott ha detto incoerenza stampa, che circa 100 australiani stavano combattendo in Iraq e Siria aiutati da circa 150 “facilitatori” in Australia. Il procuratore generale George Brandis ha detto che tra il 40 e il 50 per cento di coloro che combattono all’estero dovrebbero avere la doppia cittadinanza. Abbott ha già nominato un nuovo coordinatore antiterrorismo nell’ambito delle nuove leggi di sicurezza, che hanno lo scopo di fermare quella che il premier ha definito «la sfida alla sicurezza nazionale più grave che ci troveremo ad affrontare nella nostra vita». Grazie ai nuovi poteri concessi a ottobre 2014, i cittadini australiani rischiano fino a dieci anni di carcere per i viaggi all’estero con destinazioni dichiarate off limits; Abbott, inoltre, ha escluso un’amnistia per i cittadini australiani che cercavano di lasciare i gruppi militanti e tornare a casa. La nuova legislazione aggiornerà la legge sulla cittadinanza del paese intendendo colpire i combattenti stranieri, i “lupi solitari” che in Australia hanno compiuto una serie di attentati, ha detto Abbott. La decisione di privare della cittadinanza sarà soggetta a controllo giurisdizionale, e non si applicherà ai cittadini australiani che non sono titolari di un secondo passaporto: «La nuova misura si applicherà ai doppi cittadini che combattono con o sostengono gruppi come Daesh, così come i cosiddetti “lupi solitari”, sia in Australia o in paesi stranieri», si legg bene comunicato stampa del premier.

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