AUSTRALIA. Canberra entra a gamba tesa nel mercato del litio

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Le grandi società minerarie australiane, il più grande produttore di litio al mondo, stanno entrando nel mercato globale dei materiali per le batterie dei veicoli elettrici grazie a partnership con grandi aziende di trasformazione statunitensi e cinesi.

Tianqi Lithium Energy Australia, una joint venture tra la cinese Tianqi Lithium e il minerario australiano Igo, ha avviato a maggio un impianto di raffinazione del litio per batterie nell’Australia occidentale, il primo del suo genere nel Paese, riporta NIKKEI.

La partnership, che arriva mentre le aziende ripensano le loro catene di approvvigionamento alla luce delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, rappresenta un allontanamento dal modello commerciale “scava e spedisci” che ha funzionato in passato per i minatori di litio australiani.

L’Australia detiene una quota del 53% della produzione mondiale di litio, secondo una stima del 2021 del Servizio geologico degli Stati Uniti. La maggior parte del litio grezzo del Paese viene spedito in Cina, il principale produttore di batterie.

La lavorazione del litio sul territorio australiano è stata a lungo considerata poco redditizia a causa degli elevati costi di elettricità e manodopera. Ma con l’ascesa dell’industria dei veicoli elettrici, l’ambiente commerciale è cambiato. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la domanda globale di litio dovrebbe raggiungere le 330.000 tonnellate nel 2030, ovvero il quadruplo rispetto all’anno scorso.

L’impianto di Kwinana di Tianqi Lithium Energy Australia dovrebbe avere la capacità di produrre 24.000 tonnellate di idrossido di litio. Un secondo stabilimento è in fase di progettazione e le operazioni dovrebbero iniziare nel 2025. Tianqui detiene partecipazioni nelle miniere di litio di diversi Paesi e lavora il minerale di litio in Cina. È uno dei maggiori raffinatori di litio in Cina, dopo Ganfeng Lithium.

Tianqui ha iniziato la costruzione dell’impianto di Kwinana nel 2016, ma i lavori si sono poi bloccati a causa del crollo dei prezzi del litio. Igo ha quindi concluso un accordo per l’acquisto delle attività per 1,4 miliardi di dollari. Il legame ha avvicinato Igo alla catena di approvvigionamento dei produttori di EV.

Anche Mineral Resources, un’azienda mineraria australiana di medio livello, è entrata nella raffinazione del litio grazie a una partnership con l’americana Albemarle, uno dei principali fornitori del materiale per batterie.

La produzione è iniziata a luglio nell’impianto da 1 miliardo di dollari australiani della loro joint venture. La fabbrica ha una capacità annua stimata di 50.000 tonnellate, che la rende una delle più grandi raffinerie di litio al di fuori della Cina, secondo Albemarle. È previsto il raddoppio della capacità.

Anche il conglomerato australiano Wesfarmers, noto soprattutto per la sua attività di vendita al dettaglio, si è lanciato nella lavorazione del litio. Ha stretto una partnership con il gigante minerario cileno Sqm per produrre idrossido di litio già nel 2024, con una produzione annua prevista di circa 50.000 tonnellate. Il minerale di litio proveniente dal progetto Mt. Holland sarà raffinato in un impianto a Kwinana, nell’Australia occidentale.

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina hanno spinto soprattutto le aziende occidentali a ridurre l’esposizione della loro catena di approvvigionamento alla Cina. Questo sforzo va oltre il litio. General Motors ha investito in un’azienda australiana di nichel, mentre Ford Motor ha firmato un memorandum d’intesa con il gruppo minerario anglo-australiano BHP per la fornitura del metallo delle batterie.

Anche le considerazioni ambientali hanno giocato un ruolo nel crescente interesse per il litio australiano. I nuovi impianti di raffinazione in costruzione dovranno probabilmente affrontare pressioni per conformarsi a metriche ambientali, sociali e di governance di alto livello, note anche come ESG. I produttori a valle stanno adottando obiettivi ESG per tutte le parti della catena di fornitura e anche gli operatori cinesi sono sollecitati a conformarsi.

Luigi Medici