Aua: semplificazioni e vantaggi per le Pmi

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ITALIA- Roma. Venerdì 15 febbraio  il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dopo il parere favorevole della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti, il regolamento che disciplina l’autorizzazione unica ambientale (Aua) e la semplificazione degli adempimenti amministrativi in materia ambientale.

La misura attua l’articolo 23 del Dl 5/2012 (Semplifica Italia), convertito con la legge 35/2012, e si applica agli impianti che non hanno dimensioni tali da richiedere l’autorizzazione integrata ambientale (Aia), regolamentata dal Dlgs 152/2006, puntando ad alleggerire il carico di adempimenti burocratici ed amministrativi attualmente previsti dalle normative ambientali e garantendo  altresì  la massima tutela ambientale. Essa  ha durata di 15 anni e riguarda, nello specifico, le microimprese,  le piccole e le medie imprese fino a 250 dipendenti,  dunque  l’80% del tessuto industriale italiano. 

Nella nuova autorizzazione unica ambientale confluiscono adempimenti quali: l’autorizzazione sugli scarichi, la comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue, le due autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico, l’autorizzazione all’uso dei fanghi di depurazione, la comunicazione sullo smaltimento e il recupero dei rifiuti. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, tuttavia, potranno estendere ulteriormente il numero di atti di comunicazione, notifica  ed autorizzazione in materia ambientale compresi nell’Aua. Secondo le stime del governo, nel “tagliare” ben sette adempimenti burocratici si garantirà alle Pmi un risparmio complessivo tra  700 milioni e 1, 3 miliardi di euro.

Le Pmi, per via telematica, devono presentare la  domanda di rilascio dell’Aua allo Sportello Unico per le attività produttive (Suap), unico soggetto deputato alla comunicazione di informazioni e documentazione tra richiedente e autorità preposta, che entro  30 giorni la trasmette alle autorità competenti e  rilascia l’autorizzazione entro 90 giorni. Qualora uno dei titoli abilitativi richiesti prevede un procedimento superiore a 90 giorni va convocata la Conferenza dei Servizi che si pronuncia entro 120, o al massimo 150 giorni nel caso sia necessaria ulteriore documentazione. Il rinnovo si richiede entro sei mesi dalla scadenza mediante la presentazione di una dichiarazione sostitutiva.

Nonostante la norma rappresenti un deciso passo avanti in termini deburocratizzazione, di snellimento dei tempi per l’ottenimento delle autorizzazioni e di abbattimento dei costi organizzativi, a tutto vantaggio della Pmi italiana, non mancano dissensi e polemiche da parte di alcune aree politiche che addirittura la definiscono «un ultimo colpo di mano del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini». In particolare, viene contestata la durata eccessiva della nuova autorizzazione, già precedentemente messa in evidenza dal Consiglio di Stato e dalle commissioni parlamentari competenti. L’articolo 9, inoltre, prescrive che ci sarà solo un monitoraggio annuale sull’attuazione dell’Aua, ma non controlli e sanzioni e dunque inceneritori, discariche, fonderie, raffinerie e impianti pericolosi d’ogni genere potrebbero operare per 15 anni praticamente incontrollati. 

Un ulteriore elemento di criticità della misura deriva dal fatto che le regioni, potendo «definire ulteriori criteri per la qualificazione delle modifiche sostanziali» e altri cambiamenti minori, potrebbero costringere imprese che lavorano su più territori a seguire regole diverse per ottenere lo stesso via libera.