Astana, nuova norma sulle migrazioni

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KAZAKHSTAN – Astana. 11/10/13. Dibattito aperto nel parlamento kazako in merito ai permessi di lavoro per gli immigrati. Negli ultimi due anni sono stati registrati in Kazakistan più di due milioni di stranieri. Di questi, quasi un milione vengono dall’Uzbekistan, dal Tagikistan e dal Kirghizistan e stanno ad Almaty, 300.000 immigrati stanno ad Astana; 150000, Shymkent; circa 80.000 in Atyrau. Mancano, invece, i dati ufficiali, per le altre regioni del Kazakhstan.

Gli immigrati temono che la nuova legge aumenti la tassazione dei lavoratori migranti. Il parlamento sta esaminando gli emendamenti alle leggi sulla migrazione per lavoro, che comprendono l’introduzione di una nuova categoria: “migranti che lavorano in maniera autonoma”, una sorta di libero professionista-straniero. Una categoria speciale di lavoratori che potrebbe svolgere mansioni quali baby sitter, riparazioni, tuttofare, manovale edilie, colf. Il progetto di legge “sulle modifiche ed integrazioni ad alcuni atti legislativi della Repubblica del Kazakistan su questioni di migrazione per lavoro” è allo studio già al Senato, la camera alta del parlamento. Le procedure per l’esame del disegno di legge alla Camera sono stati completati. Secondo il disegno di legge, il migrante dovrà avere una licenza che si attiverà nel momento che stringe un rapporto di lavoro e per la licenza dovranno pagare allo Stato una tassa di due MCI per ogni mese di contratto di lavoro che renderà al lavoratore autonomo almeno 3462 tenge (circa 23 dollari).

Fino ad ora in Kazakistan erano ammessi lavoratori stranieri chiamati a svolgere mansioni di lavoratori qualificati. Il disegno di legge mira essenzialmente alla legalizzazione dei lavoratori migranti che vengono assunti a livello individuale. E che al momento non versano alcun contributo allo stato kazako. La stampa locale ha scritto che con l’entrata in vigore della legge di stato ogni migrante lo stato si aspetta di incassare circa 40.000 tenge all’anno. Queste regole si applicano solo ai lavoratori migranti provenienti da paesi confinanti: Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan e Turkmenistan.
«Al momento non si sa quando il disegno di legge entrerà in vigore», ha riferito a Liberty il vice capo della migrazione Polizia Affari Interni Yerzhan Altayev. Ha riferito però che il progetto di legge prevede che cittadini stranieri dovranno comunicare allo stato kazako la motivazione per cui sono in Kazakhstan e il tipo di mansione svolta.

La prima critica alla norma viene dal Presidente dell’Associazione Unione dei centri di crisi del Kazakistan
“Zulfiyya Baizakova” secondo cui prima di pensare a una norma e a una tassazione sui cittadini immigrati, lo stato dovrebbe garantire condizioni di lavoro adeguate e tenere a mente la gamma dei servizi sociali: alloggio, cure mediche, l’istruzione per i loro figli. «Dobbiamo capire che il Kazakistan si sta sviluppando nel suo complesso grazie ai migranti». ha detto a Liberty. I migranti in Kazakahstan hanno permessi lavorativi per un anno, molti di questi hanno la tubercolosi, vivono in condizioni antigieniche ha riferito sempre Baizakova.