ASIA CENTRALE. Agenti esterni preparano la rivoluzione arancione in Kirghizistan

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Il 14 luglio, il Pikir Club ha discusso della possibilità di destabilizzazione del Kirghizistan nel prossimo futuro. Analisti ed esperti ritengono che un attacco psicologico e mediatico alle forze di sicurezza del Kirghizistan sia uno di questi segnali di imminente destabilizzazione.

«Non ci sono critiche a specifici agenti di polizia, ma un attacco diretto al ministro Ulan Niyazbekov di cui si chiede le sue dimissioni e demoralizza tutte le forze di sicurezza in generale, come è accaduto negli anni passati», ha dichiarato l’eminente politologo Mars Sariyev. Si riferiva alle rivoluzioni del 2005 e del 2010 in Kirghizistan.

Il politologo ha osservato che l’Occidente utilizza scenari “a più livelli” e “gioca sempre sulle linee di faglia” e che per forze distruttive intende gli organizzatori dei disordini nei Paesi dell’Asia centrale.

Un aspetto quello della destabilizzazione dell’Asia centrale già pronunciato lo scorso anno ad agosto dal ministro per gli esteri russo Sergej Lavrov, all’indomani della presa da parte dei talebani dell’Afghanistan. Destabilizazione tentata anche in Kazakhstan a gennaio scorso.

Sariyev continua osservando: «Un altro esempio potrebbero essere i post e gli articolo sulle parole del ministro Ulan Niyazbekov in merito alle donne che vengono ingigantite il più possibile, parole pronunciate mesi fa ma ora sottolineate. Gli eventi del 2022 in Karakalpakstan, Gorno-Badakhshan e Kazakistan sono anelli di una stessa catena e il risultato dell’organizzazione delle stesse forze. Questi e altri esempi suggeriscono che un tentativo di esacerbare la situazione potrebbe arrivare nel prossimo autunno o primavera».

Nikita Mendkovich, presidente del Club economico eurasiatico, si è detto d’accordo con lui su alcuni punti. Sariyev ritiene che nel prossimo autunno il Kirghizistan potrebbe essere teatro di disordini da parte delle stesse forze che hanno organizzato le proteste nel Gorno-Badakhshan e nel Karakalpakstan.

Il Kirghizistan sta già sperimentando problemi con l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e quest’autunno vedrà una recessione economica generale nei Paesi da cui il Kirghizistan dipende. Una delle argomentazioni portate in piazza dai manifestanti a Nukus era l’elevato costo di cibo e acqua. Questo è simile a quanto accaduto durante le rivolte del gennaio 2022 in Kazakistan, quando c’era un alto livello di organizzazione per sequestrare gli edifici amministrativi. Inoltre, alcuni residenti hanno affermato che alcuni cittadini del Kazakistan si sono infiltrati in Uzbekistan per partecipare alla “rivoluzione”.

Nel frattempo le autorità uzbeke hanno deciso di allentare lo stato di emergenza in Karakalpakstan a causa della stabilizzazione della situazione. E di non modificare la costituzione lasciando alla regione la sua indipendenza.

Anna Lotti