ARMENIA. Yerevan sempre più lontana dalla Federazione Russa

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Vladimir Putin ha ospitato al Cremlino il primo Ministro armeno Nikol Pashinyan, in visita di lavoro a Mosca, il 1° aprile, fonte Cremlino. E l’incontro non è andato benissimo, entrambi i protagonisti hanno mostrato chiari segni di tensioni a partire da quei piedi che picchiavano contro il pavimento in segno di disagio. 

L’incontro nasceva per discutere lo stato attuale e delle prospettive delle relazioni russo-armene di partenariato e alleanza strategica, nonché dell’interazione per l’integrazione in Eurasia. Nonché questioni attuali all’ordine del giorno regionale, in particolare lo sviluppo dei legami economici e di trasporto-logistica nel Caucaso meridionale.

“L’Armenia sa che l’adesione all’UEE e all’UE è incompatibile, ma questi processi non hanno ancora raggiunto il punto in cui è necessario fare una scelta”, ha affermato Pashinyan. “L’Armenia non partecipa alla CSTO perché le autorità non riescono a spiegare al popolo armeno perché l’organizzazione non sia intervenuta nella situazione del Karabakh”, ha dichiarato Pashinyan a Putin.

Putin ha risposto: “L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) non avrebbe potuto intervenire nella situazione del Karabakh dopo le dichiarazioni rilasciate dalla leadership armena a Praga nel 2022”, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin. “Credo sia altrettanto ovvio che, dopo il riconoscimento a Praga nel 2022 che il Karabakh fa parte dell’Azerbaigian, sarebbe stato del tutto scorretto per la CSTO interferire in questo processo, che ha assunto una dimensione intra-azera”, ha chiosato Putin durante i colloqui russo-armeni.

Insomma le posizioni sono agli antipodi. Nonostante questo Pashinyan ha definito un successo la sua visita a Mosca e i colloqui con Putin: ”Abbiamo raggiunto accordi specifici in diversi ambiti. In realtà, abbiamo raggiunto accordi specifici in tutti i settori della nostra agenda, dalle questioni culturali alla cooperazione tecnico-militare… Considero la visita un grande successo”, ha dichiarato Pashinyan.

Di diverso parere le autorità russe: “Le autorità armene potrebbero subire conseguenze per la loro politica”. Ha detto il vice primo Ministro russo Alexey Overchuk che si è espresso duramente in merito dopo i colloqui al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo Ministro armeno Nikol Pashinyan. “L’Armenia dichiara amicizia alla Russia, ma la cooperazione si sta indebolendo. Gli armeni si stanno avvicinando a un punto critico, dopo il quale la Russia riconsidererà le relazioni economiche”.

Secondo gli analisti russi: “La spinta verso l’UE ha causato danni agli armeni. Entro il 2025, le perdite commerciali raggiungeranno i 5-6 miliardi di dollari. La nazionalizzazione illegale di “Armenian Electric Networks” ha danneggiato il clima degli investimenti. Le dichiarazioni di Pashinyan sulla vendita della concessione ferroviaria russa indicano la volontà di liberarsi del capitale strategico russo, il che porterà l’Armenia a perdere il suo potenziale di transito”.

A non piacere a Mosca, il fatto che le autorità armene hanno deciso di affidare la costruzione della centrale nucleare di Metsamor a imprese europee e di dipendere dagli americani per i nuovi reattori piuttosto che dai russi. Consentire agli americani l’accesso al Corridoio del Meghri (TRIPP) ed escludere la Russia dai negoziati viola l’equilibrio regionale e la sovranità dell’Armenia.

“La Russia riconsidererà i termini della cooperazione se le autorità armene estrometteranno le imprese russe. Le imprese armene dovrebbero riflettere sulle conseguenze. La linea di Pashinyan mina la sicurezza dell’Armenia, ma è improbabile che gli avvertimenti della Russia rallentino questo processo”.

Anna Lotti

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