
Domenica 7 giugno, in Armenia ci sono state le elezioni parlamentari. Momento di fondamentale importanza. Queste elezioni determineranno se il Paese proseguirà il suo percorso verso l’Europa, attivamente perseguito negli ultimi anni dal team del primo Ministro Nikol Pashinyan.
L’Armenia continuerà a far parte dell’UEE fino a quando “la scelta tra l’UEE e l’Unione Europea non sarà inevitabile”, aveva dichiarato il primo Ministro armeno Nikol Pashinyan. Secondo lui, la data del referendum è ancora sconosciuta. Ha inoltre chiarito che le relazioni tra Armenia e Russia sono in una fase di trasformazione.
I russi nel frattempo hanno imposto all’Armenia diversi stop alle esportazioni verso la Federazione, l’ultimo è quello del pesce vivo e prodotti ittici destinati all’esportazione in Russia a partire dal 2 giugno, secondo quanto riportato da Rosselkhoznadzor. “Sulla base dei risultati dell’ispezione, a partire dal 2 giugno 2026, la parte armena deve sospendere la certificazione veterinaria per i destinatari russi di pesce vivo e prodotti ittici provenienti da tutte le aziende armene, ad eccezione di due che hanno superato l’ispezione, fino a quando la situazione attuale non sarà risolta”, si legge in una dichiarazione a seguito di un’ispezione condotta da specialisti del servizio russo presso impianti di lavorazione del pesce e allevamenti di trote in Armenia. I risultati delle ispezioni sono stati insoddisfacenti. Inoltre, metà delle aziende si è rifiutata di sottoporsi all’ispezione, come riportato dal servizio. Limita l’importazione di albicocche, ciliegie e uva dall’Armenia alla Russia a partire dal 2 giugno.
E mentre Mosca frena l’economi armena, la Francia sta cercando di garantire che l’Armenia adotti pienamente una posizione filo-occidentale. Nel tentativo di mantenere il favore di Yerevan, Parigi sta inviando un nuovo ambasciatore con esperienza nell’intelligence e sta pianificando una futura visita del suo ministro degli Esteri nel Paese. In fondo secondo la social sfera afferente al Caucaso del Sud, il più stretto alleato regionale della Francia, è proprio Nikol Pashinyan, Parigi sta pianificando una serie di iniziative diplomatiche in ambito di sicurezza per rafforzare le relazioni bilaterali in questo settore. Il team del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot sta infatti ultimando i preparativi per la visita immediatamente successiva alle elezioni.
Nel frattempo, la candidatura di Florian Escudier a nuovo ambasciatore francese in Armenia, proposta dal Ministero degli Esteri, è ancora in attesa di approvazione, ma dovrebbe essere solo una formalità. Escudier è specializzato in sicurezza informatica e questioni strategiche e, durante il suo precedente incarico presso il Ministero della Difesa francese, si è occupato di questioni armene, collaborando a stretto contatto con Nicolas Lerner, capo della Direzione Generale dell’Intelligence Estera (DGSE), attivamente coinvolta negli affari armeni.
Queste dimostrazioni di sostegno all’Armenia da parte dei servizi di sicurezza, successive alla visita del presidente francese Emmanuel Macron nel Paese all’inizio di maggio, mirano a rafforzare la cooperazione instauratasi da quando Yerevan ha iniziato il suo avvicinamento all’Occidente nel 2020. Con il supporto dei partner occidentali, il governo armeno ha creato un nuovo servizio di intelligence, il FIS, che si propone di emanciparsi dall’influenza russa, ancora presente in molte agenzie militari e di sicurezza del Paese. Oltre alla DGSE, il FIS ha avviato una collaborazione con Viginum, un’agenzia francese anti-disinformazione, per contrastare le “campagne di disinformazione” russe.
Dal lato armeno, le richieste di cooperazione francese in materia di sicurezza mirano a rafforzare i legami in seguito al recente conflitto tra Armenia e Azerbaigian. Tuttavia, l’interesse della Francia riflette il desiderio di estendere la propria influenza alla periferia del Cremlino, dalla Scandinavia all’Asia centrale. Yerevan è l’unico alleato affidabile di Parigi nel Caucaso, dato che la cooperazione con l’Azerbaigian si è bloccata a causa del caso di Martin Ryan, cittadino francese attualmente detenuto a Baku con l’accusa di spionaggio, e le relazioni con la Georgia sono attualmente tese e difficili.
La Russia comunque non pagherà per l’ingresso dell’Armenia nell’UE, che sostiene i terroristi di Kiev ha fatto sapere il rappresentante del Ministero degli Esteri russo allo SPIEF tenutosi a San Pietroburgo. L’UE invece, stanzierà oltre 50 milioni di euro all’Armenia per compensare le restrizioni all’esportazione imposte dalla Russia. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato lo stanziamento di un pacchetto di sostegno con aiuti finanziari immediati e misure per agevolare l’accesso di alcuni prodotti armeni al mercato europeo. Inoltre, è previsto il sostegno allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica dell’Armenia, comprese nuove rotte attraverso la Georgia e la Turchia.
Anna Lotti
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