ARGENTINA. Risale la produzione di petrolio da Vaca Muerta

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La provincia argentina di Neuquén produce la più alta quantità di petrolio in 17 anni. Grazie alla crescente produzione della sede di Vaca Muerta, la provincia di Neuquén ha annunciato giovedì 21 ottobre di aver estratto una media di 213.808 barili al giorno, bpd, durante il mese di settembre del 2021, dato che rappresenta un aumento del 40,19% rispetto alle cifre dell’anno scorso.

Anche se lo slancio del sito di Vaca Muerta è fortemente sentito in tutta la provincia, la produzione di gas naturale ha avuto un leggero calo e si è attestata a 80,8 milioni di metri cubi, riporta MercoPress.

Secondo il ministero dell’Energia nazionale argentina, la produzione di petrolio di Neuquén in settembre è stata del 7,6% superiore ai dati di agosto, per una crescita complessiva del 40,19% a/a, è stato riferito.

Il rapporto del 21 ottobre, basato sui dati delle dichiarazioni giurate consegnate dagli operatori, ha mostrato che finora quest’anno Neuquén ha aggiunto una produzione giornaliera di 41.018 barili, che equivale al doppio della produzione di petrolio dell’intera provincia di Río Negro.

Con il contributo di Vaca Muerta, Neuquén prende anche le distanze dal Chubut, la provincia che ha storicamente guidato la produzione di petrolio del paese, ma che il mese scorso è rimasta stabile a 140.816 bpd. Quella di Vaca Muerta rappresenta il 70% dell’intera produzione di petrolio di Neuquén, si legge nel rapporto.

«Queste cifre ci dimostrano ancora una volta che siamo sulla strada giusta, ed è particolarmente importante che avvenga nel 2021 perché dimostra che la pandemia di coronavirus ha colpito tutto il mondo, ma nessuna azienda ha lasciato Neuquén; al contrario, abbiamo ricevuto nuovi investimenti nella provincia», ha sottolineato il governatore Omar Gutiérrez.

Gutiérrez ha anche detto che la provincia aveva previsto una produzione giornaliera di 235.000 bpd entro la fine del 2021, che è già stata raggiunta con solo il 6% di Vaca Muerta «in fase di sviluppo massiccio».

Maddalena Ingroia