
Il 20 maggio, il governo di Javier Milei ha annunciato la firma di una lettera d’intenti con gli Stati Uniti per il pattugliamento congiunto dell’Atlantico meridionale nei prossimi cinque anni. Si tratta di un accordo di cooperazione militare che ratifica l’allineamento strategico di Buenos Aires con l’amministrazione di Donald Trump e che ha suscitato preoccupazioni in merito alla sovranità argentina nei suoi spazi marittimi. L’accordo, firmato dal Comando Sud degli Stati Uniti e dalle autorità della Marina argentina, prevede la fornitura di tecnologia statunitense per modernizzare l’equipaggiamento navale del Paese sudamericano e, al contempo, autorizza la partecipazione delle forze statunitensi al pattugliamento dell’Atlantico Meridionale Argentino. Il contrammiraglio Sardiello della Marina statunitense e l’ammiraglio Romay dell’Armata Argentina hanno firmato la lettera d’intenti che dà il via a questa alleanza strategica quinquennale per difendere i beni comuni globali e rafforzare la sicurezza regionale.
L’iniziativa rientra nel Programma 333 del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, il quadro di riferimento attraverso il quale Washington cerca di rafforzare i suoi legami militari con i Paesi alleati, e viene sviluppata con il nome ufficiale di “Programma per la protezione dei beni comuni globali”. La cooperazione è già iniziata con la fornitura di sensori multispettrali, sistemi di comando e controllo, apparecchiature di comunicazione e di collegamento dati per un velivolo B-200M Cormorán della Marina argentina. L’assistenza proseguirà con due velivoli Textron B-360 ER MPA per la sorveglianza, l’individuazione di imbarcazioni e l’identificazione del traffico marittimo, droni a decollo verticale operabili da pattugliatori d’altura e un simulatore per il velivolo P-3C Orion, riporta MercoPress.
Il Ministero della Difesa argentino ha sottolineato in una dichiarazione che l’accordo consentirà l’integrazione di “nuove capacità operative, tecnologie e addestramento del personale” e migliorerà “le capacità di individuazione, monitoraggio e sorveglianza degli spazi marittimi” e “la risposta ad attività illecite e minacce”. L’Ambasciata statunitense ha descritto l’accordo come “un’alleanza strategica quinquennale per difendere i beni comuni globali e rafforzare la sicurezza regionale”.
La definizione degli spazi marittimi come “beni comuni globali” ha generato una forte reazione di opposizione. Carlos Bianco, ministro del governo della provincia di Buenos Aires e figura kirchnerista, ha affermato che “il mare argentino non è un bene comune globale” e che “è uno spazio in cui l’Argentina ha l’obbligo di esercitare la propria giurisdizione e salvaguardare le proprie risorse”. L’organizzazione La Cámpora, dal canto suo, ha accusato Milei di “divulgare informazioni strategiche sull’Atlantico meridionale” in una zona marittima che ha descritto come una delle più produttive e diversificate al mondo. La partnership inizierà con la fornitura di telecamere specializzate a bordo di velivoli speciali che pattugliano la zona marittima argentina. Questo programma si amplierà nei prossimi cinque anni con attrezzature avanzate, addestramento d’élite e supporto per intercettare e neutralizzare le minacce marittime.
L’accordo si sta delineando in una settimana delicata per la geopolitica dell’Atlantico meridionale, ancora segnata dalla fuga di notizie di un memorandum interno del Pentagono che suggeriva di rivedere il sostegno diplomatico statunitense alla sovranità britannica sulle Falkland come ritorsione contro gli alleati che non avevano appoggiato l’offensiva militare contro l’Iran.
L’accordo amplia la presenza operativa del Comando Sud degli Stati Uniti in una regione sensibile alla rivendicazione di sovranità dell’Argentina sull’arcipelago conteso con il Regno Unito, un’area che comprende anche le acque intorno alle Falkland, alla Georgia del Sud e alle Isole Sandwich Australi.
Da quando si è insediato nel dicembre 2023, Milei ha allineato la politica estera argentina a quella dell’amministrazione Trump: ha posizionato il Paese a favore degli Stati Uniti e di Israele nella guerra contro l’Iran, ha autorizzato esercitazioni militari statunitensi sul territorio nazionale e ha visitato personalmente la portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz mentre navigava al largo delle coste argentine il mese scorso.
L’opposizione peronista, guidata dal governatore di Buenos Aires Axel Kicillof – una delle figure che si prevede sfideranno Milei alle elezioni presidenziali del 2027 – ha ripetutamente messo in guardia sui rischi che questa politica di allineamento comporta per l’autonomia strategica del Paese.
Tommaso Dal Passo
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