
La Banca Centrale Argentina (BCRA) ha registrato giovedì scorso un altro acquisto netto sul mercato valutario, acquistando 52 milioni di dollari e registrando una serie di 19 sessioni consecutive di acquisti netti, secondo i dati riportati dai media locali. In questo periodo, la banca ha accumulato 1,134 miliardi di dollari, mentre le riserve lorde sono salite a 46,24 miliardi di dollari, il livello più alto dal 2021 e il dato più forte da quando il Presidente Javier Milei è entrato in carica.
L’accumulo avviene all’inizio di quella che i funzionari descrivono come la “fase 4” del programma economico, incentrata sulla costituzione di riserve unitamente a un quadro di tassi di cambio con bande di oscillazione e regole di intervento. La BCRA ha fissato un limite giornaliero del 5% del volume scambiato sul mercato valutario ufficiale per i suoi acquisti, consentendo al contempo transazioni dirette fuori mercato con le controparti per evitare di interrompere il funzionamento del mercato, riporta MercoPress.
Un fattore positivo notevole è stato l’aumento del mark-to-market dovuto alle riserve auree, con il rialzo dei lingotti in un contesto di volatilità globale. L’oro ha raggiunto nuovi massimi storici sopra i 4.700 dollari l’oncia a gennaio, aumentando la valutazione delle riserve auree per i detentori di tutto il mondo.
Oltre agli effetti sulla valutazione, gli analisti sottolineano una maggiore offerta di dollari derivante dagli accordi per l’export agroalimentare e dai finanziamenti esterni alle aziende, insieme a una domanda più debole di valuta forte. Secondo Infobae, le recenti sessioni hanno mostrato un rallentamento degli acquisti di valuta estera “con l’aumento significativo della liquidità”, collegando il passaggio ad acquisti non sterilizzati e avvertendo che il coordinamento tra Tesoro e banca centrale diventa più importante quando la liquidità aumenta rapidamente.
Secondo Reuters, nell’ambito del quadro monetario aggiornato, la BCRA mira ad acquistare fino a 10 miliardi di dollari nel 2026, con un accumulo di riserve totale che potrebbe raggiungere i 17 miliardi di dollari a seconda dei flussi della bilancia dei pagamenti, uno sforzo che è in linea con le richieste del FMI di ricostituire i buffer di riserva, mentre l’Argentina cerca un ritorno più duraturo sui mercati dei capitali.
I mercati hanno anche monitorato il calo del rischio paese, evidenziato da Milei la scorsa settimana dopo che il benchmark è sceso sotto i 500 punti. Tuttavia, l’argentino El País ha osservato che il dato principale si riferisce alle riserve lorde, mentre le riserve nette – la quota effettivamente disponibile per la banca centrale – rimangono un punto di osservazione chiave per gli investitori.
L’Argentina ha rimborsato i fondi prelevati da una linea di credito statunitense, un provvedimento presentato da Washington come un fattore di sostegno al rafforzamento della fiducia. Lo stesso rapporto ha avvertito che i prossimi rimborsi del FMI e altri obblighi debitori continueranno a mettere alla prova la posizione di liquidità esterna dell’Argentina.
Maddalena Ingroia
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