Obama con l’Argentina?

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ARGENTINA – Buenos Aires 15/7/13. Secondo quanto riportato dal Washington Post on line il 13 luglio, l’Amministrazione di Barack Obama potrebbe «finire con lo schierarsi con l’Argentina» nel caso che vede coinvolto il governo argentino nella questione del suo debito sovrano.

Forzare le nazioni sovrane a rimborsare i propri debiti oramai scaduti è un argomento controverso nei Paesi in via di sviluppo e nelle agenzie governative statunitensi. Chi acquista debito in default è definito ironicamente “capitalista avvoltoio” poiché cercare di trarre profitto dai problemi finanziari delle nazioni che lottano per sopravvivere.

«Una battaglia legale e di lobbying che dura da 10 anni e che vede un importante sostenitore repubblicano contro il governo argentino ha attirato l’attenzione dell’Amministrazione Obama, che potrebbe finire per schierarsi con l’Argentina», questo è quanto si legge nel pezzo copraso all’importante quotidiano statunitense.

Il Washington Post aggiunge che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva già sostenuto l’Argentina nella sua battaglia da un milione di dollari con gli hedge fund Nml, “diretto” dal miliardario americano Paul Singer, e Aurelius, che, a differenza del 93% dei creditori dell’Argentina, ha rifiutato di entrare nello swap del debito del paese tra il 2005 e il 2010.

L’amministrazione Obama deve decidere se schierarsi con un governo straniero contro un gruppo di hedge fund statunitensi e di altri investitori che hanno acquistato il debito argentino; tra di loro, alcuni hanno acquistato con un forte sconto dopo che il paese fallì nel 2002. L’Argentina dice che se il caso andasse contro di lei, gli investitori guadagnerebbero più di un miliardo di dollari in profitti.

La causa “Nml Capital vs Argentina” vede una questione dal valore iniziale di 48 milioni di dollari (prezzo pagato per l’acquisto del debito argentino) ora  giunta a 1,44 miliardi di euro, interessi compresi, stando alla documentazione processuale di Buenos Aires. Questa cifra è definita dai creditori Usa una «totale invenzione», gli stessi però non hanno frinito alcuna cifra o stima del debito reclamato. Accanto alle questioni giuridiche, vi è poi un grande problema di immagine negativa per l’Argentina, creato dalla rete lobbistica degli stessi hedge fund negli States. Articoli sull’inaffidabilità del secondo Paese più grande dell’America dl Sud, produttore mondiale di gas e petrolio, accuse di connivenza con l’Iran e così via. 

Però dopo che l’Amministrazione è stata scossa profondamente dal caso Snowden che ha fatto trapelare il monitoraggio Usa mondiale, le carte hanno iniziato a rimescolarsi.