ARGENTINA. Buenos Aires condanna i test missilistici inglesi nelle Falkland e vuole denunciarli all’Onu

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La scorsa settimana il ministero degli Esteri del Regno Unito ha informato l’Argentina che avrebbe effettuato test militari, compreso il lancio di missili Rapier, nelle isole Falkland, su cui Buenos Aires e Londra hanno un contenzioso aperto ormai da anni e relativo a chi spetti la sovranità delle isole. Le manovre militari britanniche e il conseguente lancio di missili nelle Isole Malvinas – come riporta Sputnik News – hanno causato la rabbia del governo argentino che ha duramente condannato il gesto.

Nonostante non sia ancora stata fissata la data dei test dei missili Rapier, i piani hanno innescato una forte reazione da parte del governo argentino, voluta dal presidente Alberto Fernandez, e l’emissione di una serie di comunicati.

Il primo è stato quello diffuso dal governo argentino, che ha inviato a quello inglese una nota in cui il Presidente Alberto Fernandez minacciava di denunciare l’accaduto alle Nazioni Unite e all’Organizzazione Marittima Nazionale.

Anche il Servizio Idrografico Argentino, una filiale del ministero della Difesa, ha emesso una dichiarazione. Nella lettera di risposta dell’Argentina al Regno Unito si legge: “La presunta condizione difensiva della base militare britannica nell’Atlantico meridionale non solo è totalmente ingiustificata, ma rappresenta anche una minaccia per l’intera regione”.

In ultimo si è espresso il ministero degli Esteri argentino che, in una dichiarazione separata, ha fatto sapere: «L’Argentina rifiuta con la massima fermezza lo svolgimento di manovre militari, in particolare il lancio di missili, nel territorio argentino illegittimamente occupato dal Regno Unito». Nel documento si legge inoltre che i test sarebbero stati «una dimostrazione di forza ingiustificata e un deliberato allontanamento dagli appelli per entrambi i paesi di riprendere i negoziati sulla sovranità delle isole».

Nello specifico l’Argentina sostiene che i test sarebbero in contrasto con una risoluzione delle Nazioni Unite che esorta entrambe le parti ad astenersi dall’adottare «decisioni unilaterali che comportino l’introduzione di modifiche nella situazione mentre le isole stanno attraversando il processo di negoziazione». Inoltre, la presenza militare del Regno Unito nella regione e il lancio del missile sarebbero in contraddizione con un’altra risoluzione ONU, che esorta entrambe le parti a «onorare la regione del Sud Atlantico come zona di pace e cooperazione».

Coraline Gangai