ARCHEOLOGIA. Coccodrilli cinesi estinti per la caccia dell’uomo

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A quanto sta emergendo l’uomo potrebbe aver estinto una specie di coccodrillo dell’età del bronzo nella Cina meridionale.

I resti parzialmente fossilizzati di due coccodrilli giganti dissotterrati nella provincia meridionale del Guangdong in Cina stanno facendo affiorare questa verità. I resti sono di una specie finora sconosciuta di gaviale, o coccodrillo mangia-pesci, e portano anche i segni della decapitazione rituale, secondo gli scienziati. Scoperti circa mezzo secolo fa nel delta del fiume Pearl, i fossili sono ora conservati in musei nel Guangdong.

Si ritiene che gli animali fossero lunghi 6 metri dal muso alla coda e che fossero i migliori predatori nel loro ambiente. L’analisi dei resti ossei mostra che i due rettili hanno subito “attacchi feroci” e sono stati “decapitati in modo rituale”, forse con un’arma simile a un’ascia, «I segni delle decapitazioni e i resoconti storici suggeriscono che il conflitto uomo-coccodrillo era durato nella Cina meridionale dall’età del bronzo fino a poche centinaia di anni fa, quando questa specie unica si è estinta», hanno scritto i ricercatori nel loro articolo sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, riporta Scmp.

Il tema della Hefei University of Technology che fa ricerche di paleontologia e geologia storica, ha chiamato la nuova specie gigante Hanyusuchus sinensis. I resti dei rettili scoperti sarebbero risalenti al periodo tra il XIV e il X secolo a.C.

«L’antico coccodrillo cinese (…) spesso attaccava le persone e il bestiame», hanno detto, aggiungendo che i rettili giganti vivevano lungo i principali sistemi fluviali attraverso l’attuale regione di Guangxi, Guangdong e province del Fujian nella Cina meridionale.

Per sbarazzarsi della minaccia, «i funzionari governativi nelle dinastie Tang, Song e Ming hanno fatto ricorso a rituali e forze sacrificali nella valle del fiume Han, nel Guangdong orientale (…) La gamma di specie si sarebbe progressivamente contratta durante gli ultimi due millenni, vista la rinnovata antropizzazione associata ad attività agricole intensive emerse nella Cina meridionale».

Il team ha detto che la scoperta della nuova specie, che condivide importanti caratteristiche del cranio con il resto della famiglia dei coccodrilli, fornisce un anello mancante nell’evoluzione dei rettili. Il team continuerà a studiare i resti parzialmente fossilizzati, che sono abbastanza recenti da avere alcuni tessuti conservati. Il materiale genetico, se estratto con successo, potrebbe mostrare come la nuova specie si inserisce nell’albero della famiglia dei coccodrilli, hanno detto gli scienziati.

Maddalena Ingrao