ARABIA SAUDITA. Vuoi lavorare a Riyadh? Crea una sede saudita

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A partire dal 1° gennaio 2024, l’Arabia Saudita fermerà i contratti governativi con qualsiasi azienda la cui sede regionale non si trovi nel regno. Questa decisione si aggiunge ad altre iniziative che offrono alle aziende sgravi fiscali e incentivi per spostare la loro sede sul suolo saudita.

La decisione, riporta Saudi Press Agency, ha lo scopo di attirare più capitale straniero, così come “creare più posti di lavoro, limitare le perdite economiche, aumentare l’efficienza della spesa e garantire che i principali beni e servizi acquistati dalle diverse agenzie governative siano fatti nel regno”.

Prendendo questa decisione, l’Arabia Saudita, cercando di diversificare ulteriormente la sua economia per dipendere meno dal petrolio, intensificherà la concorrenza con altri Stati del Golfo, in primo luogo gli Emirati Arabi Uniti, che attualmente ospita molte, se non la maggior parte delle sedi regionali di imprese straniere in Medio Oriente.

Il ministro saudita delle Finanze Mohamed Al-Jadaan ha affrontato la questione, affermando che Dubai, come importante centro d’affari regionale, ha i suoi vantaggi competitivi, e che l’Arabia Saudita sta lavorando per aumentare la complementarietà e la sana concorrenza. Al-Jadaan ha inoltre sottolineato che le aziende private possono ancora avere contratti con società la cui sede regionale è al di fuori del regno, che attualmente ospita solo il 5% delle sedi regionali nonostante sia la più grande economia della regione e l’acquirente del governo, riporta Egyptian Streets.

La decisione avrà probabilmente un impatto sulle sedi regionali esistenti in Egitto, così come le possibilità di attrarre capitale straniero in Egitto nel prossimo futuro, poiché stabilire una sede in Egitto significherà probabilmente perdere i contratti con il governo dell’Arabia Saudita.

La decisione potrebbe avere un ulteriore impatto sugli egiziani che lavorano nelle multinazionali in altri Stati del Golfo, specialmente negli Emirati Arabi Uniti, poiché la chiusura delle sedi potrebbe comportare la perdita di posti di lavoro.

Questo sviluppo regionale senza dubbio accenderà la discussione tra i paesi le cui economie saranno più probabilmente colpite da questa decisione, oltre a sollevare questioni legali sulla conformità con le regole del commercio internazionale.

Al-Jadaan ha dichiarato che alcuni settori saranno esentati da questa decisione, e che l’Arabia Saudita emetterà i regolamenti dettagliati prima della fine dell’anno in corso.

Graziella Giangiulio