
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione del collega Maurizio Bolognetti.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, è scritto nei Vangeli. In Italia queste parole probabilmente le abbiamo interpretate male. E infatti le pietre piovono come noccioline, anche quando il “peccato” non c’è e a lanciarle, spesso, sono isepolcri imbiancati di sempre, per restare in ambito biblico.
Dopo aver letto e riletto per cercare di capire se mi fosse sfuggito qualcosa, direi che le parole pronunciate dal Ministro Eugenia Roccella sull’antisemitismo erano chiarissime, anche in assenza della successiva precisazione giunta da parte della stessa e rivolta alla senatrice Segre. Per chi se le fosse perse, il Ministro Roccella nel denunciare purtroppo l’inutilità dei viaggi d’istruzione al KZ Auschwitz per le scuole italiane, visto il ritorno dell’antisemitismo, ha utilizzato il termine di uso comune, da sempre usato da studenti e non solo, di “gita” in un incontro dell’UCEI. L’intervento del Ministro poi puntava il dito sulla storicizzazione del concetto che non può essere valido: l’antisemitismo non è un dato storico, tutt’altro. Concetto pienamente compreso durante l’incontro, come testimoniano le cronache.
Il ministro della Famiglia ha poi detto, in una intervista:: “Ho detto che se non si riconosce l’antisemitismo che si respira oggi e non lo si spiega ai ragazzi, si rischia di ridurre le visite ai campi di concentramento a semplici gite”.
In tutta franchezza, io ritengo che abbia ragione Nora Bussigny quando afferma che l’antisemitismo dell’estrema sinistra e dell’estrema destra non è mai scomparso e che esso “ha solo cambiato veste” e va diffondendosi a macchia d’olio in una “sinistra radicale imbevuta di vocabolario decoloniale”.
Bisogna esser ciechi per non aver visto che in Italia c’è stato chi ha marciato dietro striscioni in cui veniva riportato uno slogan che invocava, di fatto, la scomparsa dello Stato di Israele: “Palestina libera dal fiume al mare”. Slogan caro all’estremismo islamico, tra gli altri. E occorre esser sordi quando non si ascoltano evidenti segnali che giungono da tutto il mondo, Italia inclusa.
Visitare i campi di sterminio, appunto, significa conservare memoria di un orrore che non dovrà più ripetersi. Cos’è il tentativo di far vivere la memoria? Vivere, appunto. Rendere le cose sempre presenti e attuali e non riporle in un cassetto. Forse, e dico forse, sarà stato infelice il termine “gita” usato dall’incauta Ministra, ma è evidente che ci sia chi, appigliandosi a quella parola per me chiara nell’economia del ragionamento della Roccella, abbia fatto scattare il tentativo di impiccarla.
No, io non credo affatto che la Ministra Roccella debba dimettersi per affermazioni che sono veritiere nella sostanza: l’antisemitismo non è un mezzodì passat,purtroppo vive in mezzo a noi.
Maurizio Bolognetti
Segretario di Radicali Lucani, già membro del Consiglio Nazionale dei Club Pannella, iscritto all’ODG e alla FNSI (in azione nonviolenta dal 7 ottobre per chiedere verità sulla vicenda Israelo-Palestinese, il rispetto dell’art.21 della Costituzione e del diritto umano alla conoscenza)









