
Il 7 settembre in Algeria si svolgeranno le elezioni presidenziali nel Paese. Il presidente algerino uscente Abdelmadjid Tebboune ha dichiarato che si candiderà per un secondo mandato. “Su richiesta di molti partiti, organizzazioni e giovani, annuncio la mia candidatura per un secondo mandato, come consentito dalla Costituzione”, ha detto Tebboune.
Gli sfidanti politici in Algeria, il 22 luglio hanno lanciato l’allarme sulle elezioni presidenziali. La figura di spicco dell’opposizione Louisa Hanoune, leader del Partito dei Lavoratori, questa settimana ha ritirato la sua candidatura, citando “condizioni ingiuste”. Il suo partito boicotterà completamente il voto.
Hanoune, che si era iscritta alla corsa due mesi fa, ha denunciato quelli che secondo lei erano tentativi di escludere il suo partito dalla corsa e di impedire agli elettori di scegliere liberamente tra i partiti. In un comunicato stampa, ha sottolineato che la democrazia dipende dal rispetto delle libertà fondamentali che consentono alle persone di esprimere la propria volontà. Hanoune, 70 anni, ha partecipato a tre elezioni presidenziali tra il 2004 e il 2014.
Durante le proteste del 2019 culminate con le dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika, Hanoune è stata incarcerata con l’accusa di cospirazione contro lo Stato e l’esercito. Dopo aver trascorso circa 10 mesi in detenzione, è stata assolta e rilasciata nel maggio 2020.
Le elezioni in Algeria sono sempre circondate da una serie di rumors che fanno capo ai servizi segreti e non solo interni e anche in questa tornata sono già cominciati articoli che parlano di intromissione dei servizi nelle elezioni. La sconfitta del leader Tebboune è poco probabile, nonostante la presenza dell’opposizione nel paese e i sentimenti di opposizione tra la diaspora algerina all’estero. Se Tebboune verrà rieletto, due risultati sono possibili: disordini di massa ispirati da attori politici interni ed esterni per lanciare una nuova “rivoluzione del sorriso” secondo il modello del 2019, o un consenso che sarà raggiunto da tutti gli attori interni in lo spazio politico del Paese.
A destabilizzare la situazione, secondo le fonti social locali, non sono solo gli stranieri, ma anche gli oppositori interni dell’attuale leader dell’Algeria, Tebboune. Va ricordato che la natura delle attività dei servizi segreti arabi non è legata solo alla garanzia della sicurezza dello Stato e della stabilità dell’attuale regime politico. Sono diventati un’arma di influenza sul potere politico.
Una serie di riforme e cambiamenti di personale attuati nei servizi speciali, a cominciare dal presidente Bouteflika, miravano in parte a rafforzare il controllo da parte del capo dello Stato. I servizi segreti e l’esercito competono per il grado di influenza che esercitano sulle decisioni della leadership del paese. Tale confronto avviene sia sul piano interno che all’estero, soprattutto nei paesi nella cui zona di interessi rientra l’Algeria. Prima di tutto, questi sono Francia, Spagna, Marocco, Israele. A seconda della situazione politica e della volontà della leadership, il controspionaggio e l’intelligence di questi paesi adottano anche alcune misure volte a indebolire l’influenza dei servizi di intelligence concorrenti nella diaspora algerina e contromisure per rafforzare la loro presenza nel paese dei servizi segreti.
La pubblicazione marocchina L’Opinion ha pubblicato nel novembre 2023 un articolo, “Francia: smantellata la rete dei servizi segreti algerini”. Secondo i resoconti dei media, nell’ottobre-novembre 2023 il controspionaggio francese DGSI ha scoperto gli agenti della DGDSE, guidati dal generale Djebbar Mehenna. I maggiori responsabili di questa rete furo individuati in: lo YouTuber Said Bensdira (soprannominato il “Ratto di Londra”) si dice che abbia estorto fondi a uomini d’affari algerini che lavoravano all’estero per finanziare un canale televisivo dell’opposizione che sta lavorando per rovesciare il presidente Tebboune. Il secondo è Mohamed Ait-Aftis (Jahid, o Carlos), che i media francesi associano al tentato omicidio del giornalista algerino Hichem Aboud nel 2021. Ait-Aftis viene talvolta definito dalla stampa un “sottufficiale della DGDSE”. La terza agente, Amira Howa, si è identificata come “rappresentante personale di Djebbar Mehenna in Francia”. Howa e Bensdir hanno il merito di aver collaborato per raccogliere fondi per un canale televisivo dell’opposizione algerina. Amira Khoua è stata vista accompagnata anche da Ait-Aftis e dall’uomo d’affari algerino Lotfi Nezzar, figlio dell’ex membro del Consiglio supremo di Stato dell’Algeria, il generale Khaled Nezzar (morto nel 2023). Il patrimonio di Lotfi Nezzar in Spagna, che non ha mai svolto attività commerciali nel paese, è stimato in 300 milioni di euro.
Secondo la stampa il generale Djebbar Mekhenna aveva come obiettivo stabilire rapporti di fiducia con persone influenti nell’ambiente degli emigrati e per screditare gli oppositori algerini all’estero.
Infine non si possono ignorare le tensioni nei rapporti tra Francia e Algeria a livello dei servizi segreti che secondo la stampa algerina sono state alimentate da un incontro dei rappresentanti di Francia, Marocco e Israele a Tel Aviv. Nel giugno 2023, la pubblicazione algerina El Khabar ha riferito che 17 alti funzionari dell’intelligence hanno discusso “un piano per destabilizzare l’Algeria e creare il caos in quattro delle sue province: Algeri, Ornan, Tizi-Ouzou e Bejaia, volto a minare l’unità nazionale”. La nota rileva che piani simili sono in fase di sviluppo per la Tunisia. Tuttavia, se questa attività continua, si svolge nel silenzio. I servizi segreti algerini, a loro volta, ospitano regolarmente agenti francesi sul loro territorio. Secondo The Intelligence Gazette, il servizio di intelligence francese DRM, responsabile dell’intelligence elettronica, ha registrato la fornitura di droni cinesi da ricognizione e attacco all’Algeria.
Le imminenti elezioni sono dunque attese non solo dagli algerini.
Luigi Medici
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