
Chi segue la guerra tra Israele e Hamas fina dalle prime battute ricorderà senza dubio che gruppi della galassia insurrezionale presente in Algeria lanciarono una minaccia sconcertante: se Israele non avesse ceduto a Gaza, avrebbero chiuso lo Stretto di Gibilterra. All’epoca, minaccia vuota all’apparenza ma non troppo.Ora, la logica alla base della minaccia sta iniziando a delinearsi. Una minaccia che avevamo seguito fin dai suoi primordi e ben inserita nel conflitto che si stava dipanando a Gaza e nel Mar Rosso.
Un articolo del Washington Post su Hezbollah rivela un dettaglio cruciale: l’Iran “ha addestrato combattenti del Fronte Polisario, con sede in Algeria, un gruppo militante che lotta per l’indipendenza del Sahara Occidentale dal Marocco, con centinaia di persone ora detenute dalle nuove forze siriane”.
Nel 2020, gli Stati Uniti hanno riconosciuto il Sahara Occidentale come territorio marocchino, respingendo la richiesta di secessione del Polisario, riporta FDD.
Nel 2018, il Marocco ha accusato Teheran di fornire supporto finanziario e logistico al Fronte Polisario tramite Hezbollah: “Questo mese Hezbollah ha inviato missili SAM9, SAM11 e Strela al Polisario con la connivenza dell’ambasciata iraniana ad Algeri”, dichiarò il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita. Rabat interrompendo i rapporti diplomatici con Teheran a seguito di questo incidente.
Nel 2022, un rappresentante del Fronte Polisario affermò che l’Iran avrebbe fornito al gruppo droni kamikaze. Poche settimane dopo, il rappresentante marocchino alle Nazioni Unite presentò immagini che confermavano che Iran e Hezbollah avevano fornito al Polisario “armi avanzate, inclusi droni iraniani”. A gennaio scorso, sui social media circolavano video che simulavano un attacco del Polisario al Marocco con l’uso di droni.
L’Algeria finanzia il Fronte Polisario, lo arma, rilascia passaporti ai suoi membri e ospita la sua leadership nei campi profughi di Tindouf, vicino al confine con il Marocco. Il Polisario opera con il significativo sostegno del regime algerino, che lo usa per esercitare pressioni sul Marocco.
Nel novembre 2024, il Polisario ha lanciato razzi durante una festa commemorativa della “Marcia Verde” del Marocco del 1975, che ha visto 350.000 marocchini marciare nel territorio per rimuovere le truppe spagnole, che lo avevano colonizzato dal 1847. I proiettili sono caduti vicino al confine algerino. I media marocchini hanno riferito che “l’attacco del Polisario è stato lanciato dall’interno del territorio algerino”.
I legami del gruppo con i gruppi estremisti sono profondi. Adnan Abu al-Walid al-Sahrawi, jihadista ed già emiro dello Stato Islamico nel Sahel, un tempo ricopriva una carica di rilievo nel Polisario. È stato ucciso dalle forze francesi in Mali nel 2021. La sua storia rivela come Tindouf sia diventata un focolaio di organizzazioni militanti estremiste e un centro di reclutamento jihadista transfrontaliero per al-Qaeda nel Maghreb Islamico e lo Stato Islamico.
Nel 2025, l’amministrazione Trump dovrebbe agire rapidamente per aprire il consolato statunitense promesso a Dakhla, rafforzando l’impegno americano nei confronti della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale.
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti dovrebbero considerare la designazione del Fronte Polisario come organizzazione terroristica straniera.
Sostenuto da finanziamenti e addestramento iraniani, il Fronte Polisario ha preso di mira civili e forze di sicurezza marocchini, azioni dirette contro un alleato chiave degli Stati Uniti, come recentemente accaduto.
Mantiene inoltre profondi legami con reti jihadiste in tutta l’Africa che minacciano gli interessi statunitensi e la stabilità regionale.
Luigi Medici
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