ALBANIA. Prosegue la campagna di Erdogan nei Balcani con Tirana 

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Il 17 gennaio il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan è stato in visita ufficiale in Albania, in occasione della messa a disposizione di 522 unità abitative finanziate da Ankara nella località di Laç a nord-ovest del Paese, fortemente colpita dal terremoto a fine 2019. In occasione della visita di Erdoğan, sia il primo Ministro Edi Rama che la Presidente dell’Assemblea di Albania Lindita Nikolla hanno ringraziato il governo turco per il sostegno fornito a Tirana per affrontare le conseguenze del sisma che più di due anni fa ha causato 51 morti e circa 17mila sfollati.

A Tirana i due leader hanno firmato degli accordi di cooperazione bilaterale tra Turchia e Albania nel campo dell’economia, del turismo e della cultura. Nel corso della conferenza stampa congiunta, Erdoğan ha colto l’occasione per richiedere al governo albanese di attivarsi contro le strutture presenti sul territorio del Paese riconducibili alla FETÖ (Fethullahçı Terör Örgütü), ovvero il movimento considerato dal governo turco come organizzazione terroristica che fa capo a Fethullah Gülen, il principale oppositore politico del Presidente turco. Tuttora considerato da Erdoğan come l’organizzatore del fallito colpo di stato del 2016, da più di vent’anni Gülen vive negli Stati Uniti.

Membro della NATO dal 2009 e saldo alleato degli Stati Uniti nei Balcani occidentali, l’Albania è anche, assieme alla Macedonia del Nord, il Paese considerato più vicino a una prospettiva di ingresso in Unione europea.  La visita di Erdoğan nel Paese e il finanziamento di 42 milioni di euro fornito da Ankara per la ricostruzione nelle zone del paese colpite dal terremoto del 2019 rispondono anche all’intenzione della Turchia di porsi come interlocutrice credibile dei governi dei Paesi dell’area, al di là del legame storico con le comunità musulmane.

Già nell’agosto 2021 il Presidente turco ha tenuto una serie di incontri bilaterali con i leader regionali nel corso di un tour nell’area. Alla fine dello scorso dicembre, invece, il Ministro della Difesa turco Hulusi Akar nel corso di una visita a Sarajevo ha dichiarato la disponibilità da parte della Turchia a offrirsi come mediatrice per la risoluzione della crisi politica in corso in Bosnia Erzegovina. Gli incontri e le dichiarazioni degli ultimi mesi e la scorsa visita di Erdoğan in Albania dimostrerebbero quindi anche la volontà della Turchia di rafforzare il ruolo di potenza regionale in area balcanica.

Carlo Comensoli