ALBANIA. Il Free Iran World Summit a Durazzo cancellato per rischio terrorismo

146

Doveva tenersi a Durazzo il 23-24 luglio il Free Iran World Summit, evento che riunisce gli esuli oppositori del regime teocratico di Teheran. L’evento avrebbe visto la partecipazione di circa tremila membri dei Mujaheddin del Popolo iraniano (Mujahedeen-e-Khalq, MEK), gruppo che dal 2013 è basato proprio in territorio albanese.

Ma in Albania per l’appuntamento erano attesi anche deputati e senatori statunitensi, interessati a chiedere all’amministrazione Biden, come riporta il Washington Post «di adottare un’azione politica contro il regime iraniano».

L’evento è stato poi annullato, dopo che il 22 luglio scorso l’Ambasciata statunitense a Tirana ha messo in guardia su una possibile minaccia alla sicurezza dei partecipanti all’evento, invitando i cittadini statunitensi a non recarsi a Durazzo per il summit.

Secondo la nota pubblicata dagli organizzatori del Free Iran World Summit, l’evento è stato «posticipato a data da definirsi su raccomandazione del governo albanese, per motivi di sicurezza e per il rischio di attacchi terroristici».

La nota dell’Ambasciata Usa era stata infatti preceduta da un attacco cyber alle infrastrutture del governo di Tirana, secondo le cui dichiarazioni gli hacker sarebbero tutti localizzati al di fuori del territorio albanese. I rappresentanti dell’esecutivo guidato dal premier Edi Rama hanno poi aggiunto che due paesi sarebbero sospettati come responsabili degli attacchi, senza specificare a chi si riferissero. Ma media locali vicini al governo sostengono che proprio l’Iran sarebbe dietro all’attacco alle strutture digitali del governo.

Diversi cittadini albanesi si sarebbero ritrovati sul cellulare messaggi da numeri sconosciuti con testi del tipo “Perché i soldi delle nostre tasse dovrebbero essere spesi per i terroristi di Durazzo?” Secondo alcuni, invece, gli hacker avrebbero anche richiesto al governo albanese una somma di 30 milioni di euro in bitcoin, notizia che poi è stata smentita dallo stesso Rama su Twitter.

Carlo Comensoli