AGRICOLTURA. Triplicato in un mese il prezzo del potassio

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I prezzi del potassio, elemento importante usato come fertilizzante, sono più che triplicati rispetto a un anno fa. Il minerale, che all’inizio del 2021 era scambiato a 300 dollari la tonnellata, ora è salito alle stelle fino a 1.100 dollari la tonnellata, e con poche prospettive di tornare a livelli normali, data la guerra in corso da un mese in Ucraina in seguito all’invasione russa.

Il potassio, riporta MercoPress, è uno dei tre fertilizzanti chimici essenziali impiegati nella produzione agricola su larga scala. Accanto all’azoto e al fosforo, la sostanza chimica estratta dal sottosuolo roccioso compone la combinazione di elementi nota come Npk, usata nelle coltivazioni di soia, caffè, mais, grano, riso, canna da zucchero e anche frutta.

La più grande impennata del prezzo globale del potassio registrata fino ad oggi si è verificata tra il 2008 e il 2009, quando la crisi dei mutui bancari statunitensi si è diffusa al resto dell’economia mondiale, e il prezzo ha raggiunto i 700 dollari a tonnellata.

Per il Brasile, potenza agricola, la sfida è enorme. Il Brasile importa l’85% dei fertilizzanti Npk, ma con il potassio la dipendenza è ancora più forte, il 96%. Sia l’Ucraina che la Bielorussia, stretto alleato della Russia, sono i principali fornitori mondiali di potassio. E qualsiasi nuova fonte ha bisogno di tempo per essere sviluppata e l’estrazione è un processo che richiede tempo.

Le miniere di potassio si trovano generalmente a una profondità che va dai 600 agli 800 metri. Tuttavia, il semplice raggiungimento di queste profondità non è sufficiente. È necessario aprire gallerie attraverso le quali circolano grandi macchine. A volte anche i camion sono impiegati in queste operazioni, il che significa investimenti pesanti e mesi di lavoro.

Secondo i dati del ministero dell’agricoltura, il Brasile ha una scorta di fertilizzante di tre mesi, e si sta muovendo disperatamente per superare eventuali carenze future. Il potassio ha una partecipazione media ai costi di produzione agricola che oscilla tra il 30% e il 40%, a seconda della regione e della coltura.

Antonio Albanese