AGRICOLTURA. Crescere oltre la Terra e Oltre

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“We are all in the gutter,
but some of us are looking at the stars.”

(Lady Windermere’s Fan, by Oscar Wilde)

“Siamo tutti in una grondaia,
ma alcuni di noi guardano verso le stelle.”

Il 20 luglio scorso, a un anno esatto dall’inizio di Beyond (200 giorni trascorsi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale – ISS), l’astronauta Luca Parmitano ha presentato, in collegamento da Houston (TX), presso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), i risultati degli esperimenti condotti durante la missione sponsorizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’Unione Europea, sulla base del Trattato di Lisbona (artt. 4 e 189 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), ha posto la politica spaziale al centro della strategia “Europa 2020” e della nuova rivoluzione industriale, riconoscendo l’importanza strategica trasversale dello spazio come strumento per lo sviluppo delle politiche di Sicurezza e Difesa e di quelle ambientali, dei trasporti, di agricoltura e sviluppo rurale, pesca e ricerca.

Come spiegato da Giovanni Valentini, responsabile dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo il rientro dell’equipaggio sulla Terra (6 febbraio 2020), per quanto riguarda l’uso dell’ISS: “Lo scopo primario è capire come reagisce il corpo umano in assenza di gravità, perché l’idea è di realizzare voli di lunga durata e di permanenza, sulla Luna o su Marte: è molto importante prevenire fenomeni che interessano il corpo umano per trovare delle cure. C’è anche un ritorno molto forte in termini di scienza, di risultati che possono essere portati a Terra per essere usati a livello tecnologico, ma anche farmaceutico o in generale a livello scientifico”. Anche Luca Parmitano ha dato testimonianza in tal senso: “Quello che facciamo sulla Stazione Spaziale Internazionale è per la Terra, per l’Umanità. Lavorare sull’avamposto orbitale è l’unico modo per capire di quali conoscenze scientifiche e di quali tecnologie abbiamo bisogno per poterci spingere oltre (beyond)”.

“Beyond” appare dunque un’esortazione a proiettarsi verso lo spazio per esplorare futuri avanzamenti tecnologici sulla Terra e non solo. Lo stesso slancio rientra nel progetto scientifico in aula “Growing Beyond Earth“ (GBE) della Fairchild Semiconductor international Inc. (azienda statunitense di semiconduttori, fondata nel 1957, con sede a San Josè, CA) finanziato dalla NASA. L’obiettivo è approfondire lo studio sulla crescita di piante a bordo dei veicoli spaziali. Infatti, la NASA guarda a una presenza umana a lungo termine oltre l’orbita terrestre, parallelamente sviluppando la ricerca su particolari problematiche scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) legate alla produzione di cibo nello spazio. Sulla Terra, GBE sta anche migliorando le tecnologie per il giardinaggio in ambienti urbani, interni e altre risorse limitate.

Dall’aprile 2014, sulla Stazione Spaziale Internazionale gli astronauti hanno allestito un orto nell’ambito del programma “Veggie” (Vegetable Product System), realizzato sotto la guida della ricercatrice, Gioia Massa (Kennedy Space Center, Florida), in collaborazione con l’azienda ORBITEC (Orbital Technologies Corporation). Sulla SSI si coltiva lattuga romana: il sistema, composto da una “camera di crescita sigillata”, consente la stimolazione vegetale grazie ad una serie di luci LED che, emettendo frequenze del rosso, verde e blu, ne favoriscono lo sviluppo. Il primo ciclo della sperimentazione dimostrò che la lattuga non era contaminata, risultando perfettamente commestibile e Gioia Massa aveva commentato: “in generale queste piante sono più “pulite” di quelle del supermercato”.

È solo del 26 giugno scorso la notizia che in risposta alla pandemia da Covid-19, NASA, ESA e JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) hanno raggiunto un accordo per lo scambio dei propri dati satellitari di osservazione della Terra al fine di “documentare gli ampi cambiamenti nell’ambiente e nella società umana”. L’auspicio è che nello spazio le potenze riescano a trovare una migliore armonia rispetto a quanto non siano riusciti a fare sulla Terra, a beneficio dell’Umanità e della salvaguardia del pianeta.

Redazione