Si è aperta la caccia ai talebani

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AFGHANISTAN – Kabul 01704/2014. In Afghanistan è iniziata la caccia ai talebani prima delle elezioni il cui primo turno è previsto il 5 aprile. 

Operation Eagle 30 è iniziata poco prima dell’alba del 1 aprile nella provincia di Nangarhar e nei distretti di Khogyani e Sherzad, riporta The Gulf News. 

Chi uscirà vincitore dalla tornata elettorale erediterà una fragile situazione della sicurezza nel paese con le forze dell’esercito impoegnate a combattere una guerra aperta contro le resilienti forze talebane. Nelle regioni interessate la coltivazione più diffusa è quella del papavero, la miniera d’oro dell’oppio che finanzia l’insurrezione dei talebani per milioni di dollari l’anno. I militanti sono ancora dominanti in alcune parti del paese e hanno promesso di ostacolare le elezioni, creando forti timori di una bassa affluenza alle urne. L’offensiva nella provincia è iniziata con un pesante fuoco di artiglieria statunitense cui si sono unite le cannoniere volanti A-30 Se i talebani hanno dalla loro il vantaggio della sorpresa, le truppe afgane sono meglio attrezzate e la loro risposta è stata un pesante fuoco di sbarramento lungo la valle appoggiate sempre dagli A-30 Usa.  I primi commenti dei generali dell’Afghan National Army su Operation Eagle 30 ne hanno fatto un successo, forse prematuro, nella capacità dell’Ana di affrontare la minaccia dei talebani, anche senza l’assistenza militare americana dall’aria. La parità elettorale, comunque, si giocherà su questo leit motiv: la stabilità politica e la sicurezza del paese. La capacità del nuovo presidente e del governo di traghettare l’Afghanistan verso una maggiore stabilità e un conseguente prospero futuro sarà la chiave di volta del cambiamento. resterà da vedere se la fiducia nelle capacità militari dei generali afgani corrisponderà alle vere capacità dello strumento militare e se l’elettorato, in precedenza riuscirà a esprimere la propria volontà.