AFGHANISTAN. Si intensifica il flusso di profughi diretto in Turchia

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Il ritiro militare in corso degli Stati Uniti dall’Afghanistan ha dato un ulteriore impulso ai giovani che tentano la via che passa attraverso l’Iran verso la Turchia, ha detto Metin Corabatir, capo del Centro di studi sull’asilo e la migrazione di Ankara.

Come riporta The Associated Press, i migranti, per lo più provenienti da Iran, Afghanistan e Pakistan, attraversano regolarmente il confine iraniano in Turchia a piedi prima di essere traghettati a ovest sul lago Van, il più grande lago della Turchia, verso città come Istanbul e Ankara. I media turchi hanno postato video e pubblicato foto della nuova ondata di migranti che fanno il viaggio.

La Turchia ospita ufficialmente più di 4 milioni di migranti, tra cui 3,6 milioni di siriani; si ipotizza che la cifra più vicina ala reale sia 10 milioni. La Turchia, membro della Nato, si sta attualmente preparando a gestire una missione in Afghanistan. I media turchi si stanno concentrando su questioni collaterali come il sostegno finanziario che sarà fornito dagli Stati Uniti per quello che viene rappresentato come un semplice caso di gestione dell’aeroporto internazionale di Kabul. L’aeroporto è attualmente gestito dalla Turchia, ma c’è anche la questione di garantire la sicurezza su una vasta area circostante con un perimetro di diversi chilometri. Questo è stato finora responsabilità delle forze locali sostenute dalle forze Nato guidate dagli Stati Uniti. Gli assalti talebani all’aeroporto sono quasi inevitabili.

Il regime turco di Erdogan cercherà di cavalcare un accordo transazionale con Washington per dimostrare che è ancora uno stretto alleato degli Stati Uniti, e tenteranno di ottenere un notevole contributo finanziario in cambio dell’operazione dell’aeroporto. Per gli Stati Uniti, il costo dell’affare sarà comunque solo un arrotondamento delle spese di guerra.

Nel frattempo, vengono segnalate alcune tensioni tra l’amministrazione Biden e il regime di Erdogan. Si ritiene che l’Afghanistan incendierà l’Asia centrale dopo l’uscita degli Stati Uniti, portando la Cina, paese confinante con l’Afghanistan, ad essere protagonista in quello scenario a breve.

Lucia Giannini