AFGHANISTAN. Quello dei talebani è il primo governo in cooperazione con al Qaeda?

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Si è parlato a lungo del fatto che gli analisti militari e non statunitensi abbiano sbagliato le previsioni sulla presa di Kabul da parte dei Talebani. Poi si è detto che gli analisti avevano capito, ma la dirigenza presidenziale non ha voluto ascoltare. Poi è arrivato l’attacco Daesh all’aeroporto di Kabul.

Infine, a partire dall’8 settembre si è appreso che i Talebani erano pronti a dichiarare il nuovo governo, infine diverse agenzie di stampa hanno annunciato, citando fonti talebane, che sabato prossimo, che coincide con il 20° anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, è stata fissata la cerimonia di insediamento del nuovo governo, mentre la credibilità della notizia non è stata verificata se ciò dovesse accadere la situazione assumerà il ruolo di un nuovo paradigma.

Nella corsa talebana alla presa dell’Afghanistan ci si è, infatti, dimenticati dei rapporti tra Talebani e al Qaeda. Eppure quest’ultima ha scritto fiumi di parole in occasione della presa di Kabul. Addirittura c’è stato un comunicato “a reti unificate” di al Qaeda che si congratula con i talebani dal titolo: Congratulazioni alla Ummah islamica sulla vittoria concessa da Allah in Afghanistan. Comunicato tradotto in molte lingue, come quella hausa, hindi, francese, inglese, arabo, etc.. La Sura citata in apertura del comunicato è la 22 e il versetto è il 41. Ovvero coloro che stabiliscono la legge di Allah, dopo aver purificato dal male i luoghi e le persone, sono i discepoli del Profeta. Tra le buone azioni dei talebani, quella di aver “spezzato la schiena dell’America” utilizzando la pazienza dei musulmani afgani e anni di lotte. Le congratulazioni vanno soprattutto allo sceicco Hayabatullah Akhundzadah senza dimenticare il Mullah Omar, ricordiamo suocero di Osama bin laden. Mullah Omar che disse: «Allah ci ha promesso la vittoria, Bush ci ha promesso la sconfitta, vedremo chi ha ragione». Non sono mancate parole di lodi per gli sforzi fatti dal clan di Jalahuddin Haqqani, famiglie Haqqani e Omar presenti nel governo talebano.

Il comunicato al Sahab Media Foundation, casa di produzione ufficiale di al Qaeda, non manca di far pesare il ruolo essenziale del Jihad nel perseguire l’obiettivo della vittoria. E chiede ora ai talebani di applicare l legge di Allah secondo quanto scritto nella Sura “5, verso 55”.

Di rilevanza, inoltre, la seconda parte del comunicato in cui al Qaeda chiede ai talebani di perseguire la causa della Palestina contro Israele e chiama i popoli degli “Stan” e dell’Europa a ribellarsi all’egemonia della NATO e degli Stati Uniti, già umiliati dai talebani.

Infine al Qaeda invita i suoi simpatizzanti, aderenti, tra i talebani a aderire al volere dello sceicco Akhundzadah e osservare il suo volere, se questo è quello descritto nella Sura 4, versetto 59.

Insomma al Qaeda in Afghanistan per il momento si allea con i Talebani, a patto che questi continuino a perorare la causa di Gerusalemme contro Israele, e ancora a patto che l’Afghanistan diventi un modello e anche un sostegno per il Maghreb affinché possa liberarsi dei francesi e dei suoi alleati, Somalia, Siria, Khasmir possano liberarsi dai loro oppressori e che presto in tutto il mondo regni una Ummah che segua le leggi di Allah.

L’invito è in realtà anche una velata i minaccia alla leadership talebana (molti membri del governo sono stati “ospiti” di Guantanamo Bay) affinché non dimentichi i mujahidin morti per la causa di Allah. Nel comunicato non vi sono richiami diretti a possibili attentati ma minacce per paesi come Myanmar, India, Siria, Pakistan, Somalia che sono presenti nella social sfera qaedista. Inoltre si attende la pubblicazione della rivista Manhattan Wolfe in cui ci saranno le direttive per le cellule di al Qaeda.

Di certo l’Occidente se deciderà di riconoscere il governo talebano non può ignorare che il cognato di bin Laden è nel governo talebano, così come la famiglia Haqqani che da sempre ha gestito gli impegni economici di al Qaeda con bin Laden e ora dei talebani.

Graziella Giangiulio