AFGHANISTAN. Prima conferenza stampa dell’EI: viene fuori il pragmatismo talebano

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Dopo la presa di Kabul, l’opinione pubblica si è domandata se l’approccio dei Talebani sarà più “moderato” di vent’anni fa. Dalle prime dichiarazioni, sembrerebbe di sì ma la strada è ancora lunga e non ci sono elementi sufficienti per avere una risposta certa (almeno non in mio possesso). 

Quello che però possiamo dire è che la distinzione tra “moderati” ed “estremisti” è inappropriata, fuorviante e deriva dalla storia occidentale. Più che di “moderati”, dovremmo parlare di “pragmatici” o “ideologi” (Lewis, 1991). I primi sono coloro che, anche nell’ambito di una “rivoluzione islamica” (Lewis si riferiva a quella iraniana), ritengono necessario scendere a compromessi, modificando le proprie rivendicazioni di base o eludendole tacitamente. 

Gli ideologi sono invece coloro che mantengono il loro approccio rivoluzionario (probabilmente la rete Haqqani o gruppi filo al-Qāʿida). Alla luce delle più recenti dichiarazioni talebane (e non solo), bisogna quindi chiedersi: è ufficialmente cambiato l’approccio generale dell’organizzazione oppure una presunta parte pragmatica avrebbe avuto definitivamente la meglio su quella degli ideologi? 

Come affermato da Bernard Lewis negli anni ’90, i pragmatici e gli ideologi sono sempre arrivati a uno scontro. Purtroppo, Lewis ci dice anche che, in caso di conflitto, i pragmatici hanno perso e gli ideologi hanno assunto il potere per un periodo di tempo. Un potere che sarà gestito male dagli ideologi e che porterà, prima o poi, alla riaffermazione dei pragmatici. Possiamo quindi identificare il periodo prima del 2001 come ideologico? Di conseguenza, potrebbe essere iniziata l’era del pragmatismo talebano?  In attesa di capirlo, un breve riassunto dei punti principali della “nuova” linea dell’Emirato:

1.    Garanzia di sicurezza per le missioni diplomatiche straniere;

2.    Garanzia di sicurezza per tutti i cittadini afgani: nessun regolamento di conti con chi ha collaborato con le forze straniere;

3.    L’Afghanistan non verrà utilizzato come territorio per lanciare attacchi all’estero;

4.    L’Emirato Islamico è alla ricerca di un riconoscimento internazionale;

5.    I Talebani si impegneranno a supportare i diritti delle donne, ma nei limiti della Shari’a.

6.    Il nuovo Afghanistan a guida talebana è disposto a  creare relazioni economiche con tutta la comunità internazionale;

7.    I media privati potranno continuare a lavorare, criticando anche il lavoro dei Talebani.

Andrea Cannizzo

Articolo pubblicato originariamente dall’autore su Linkedin; l’autore ha autorizzato la ripubblicazione