AFGHANISTAN. Pechino non vuole rimpiazzare Washington a Kabul

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Il piano degli Stati Uniti annunciato questa settimana per accelerare il ritiro di migliaia di truppe dall’Afghanistan potrebbe avere conseguenze preoccupanti per la Cina, che condivide un confine con Kabul nella sua regione dell’estremo ovest dello Xinjiang. Il ritiro delle truppe americane rischia di creare un vuoto politico e di sicurezza al confine dello Xinjiang che potrebbe essere colmato da gruppi anti-cinesi, come l’Etim. Ma la Cina non sembra avere interesse a riempire il vuoto lasciato da Washington nell’Asia centrale, preferendo un contatto più stretto con il Pakistan.

Il segretario della difesa ad interim Christopher Miller ha detto la settimana scorsa che gli Stati Uniti ridurranno la loro presenza militare in Afghanistan a 2.500 truppe da 4.500 entro il 15 gennaio, mentre anche le forze in Iraq saranno ridotte a un numero simile.

Il ritiro aggraverà il “vuoto di potere e di sicurezza militare”, secondo il think tank di Kabul, the Afghanistan Research and Evaluation Unit. Per il think tank afgano, il vuoto potrebbe essere colmato da gruppi terroristici e fondamentalisti talebani sul piede di guerra per le politiche repressive di Pechino nei confronti delle minoranze etniche musulmane nello Xinjiang, riporta Scmp. Secondo Christopher Miller, il ritiro “non equivale a un cambiamento” rispetto alle politiche e agli obiettivi degli Stati Uniti: che rimangano invariati.

Stando a Cgtn, in primo luogo, gli Stati Uniti hanno una presenza di truppe in Afghanistan per distruggere l’iniziativa cinese Belt and Road Initiative. In secondo luogo, gli Stati Uniti hanno interesse a non lasciare “scoperte” sulle scorte nucleari del Pakistan, che gli analisti americani considerano la più instabile del mondo: credono che le armi nucleari del Pakistan potrebbero cadere nelle mani dei terroristi e inaugurare l’era del terrore nucleare.

In terzo luogo, le forze armate statunitensi devono essere stanziate in Afghanistan, in modo che la Central Intelligence Agency possa lanciare operazioni nella regione autonoma uigura dello Xinjiang cinese. Secondo Cgtn, gli Stati Uniti considerano lo sfruttamento delle tensioni etniche con gli uiguri nello Xinjiang un modo efficace per contrastare la presenza della Cina. C’è solo un modo per attraversare il confine, lungo poco meno di 75 km, attraverso il Passo di Wakhjir, una parte fondamentale della via commerciale cinese della Via della Seta nel primo Medioevo.

È molto probabile che l’Amministrazione Trump non abbia mai cercato un ritiro frettoloso dall’Afghanistan senza prima trovare un’alternativa per questa presenza chiave in Asia; da questo assunto è nata la maggior parte dell’opposizione della leadership militare a un ritiro completo: trovare un’alternativa sarà probabilmente impossibile.

Per il presidente Trump, il recente accordo con i talebani resta una vera e propria pietra miliare nel far progredire la pace in Afghanistan e detto questo, l’amministrazione del presidente eletto Joe Biden sta ereditando una situazione positiva, ma non definita del tutto.

I Talebani sperano che Biden rispetti l’accordo già concordato, che è pronto a raggiungere, ma lascia ancora la questione dei veri obiettivi degli Stati Uniti in Afghanistan. Ed è chiaro che per far sì che gli Stati Uniti riescano a uscire dall’Afghanistan, devono prima vedere come bloccare la presenza di Pechino che ha lasciato intendere in più di un’occasione di non essere interessata a rimpiazzare gli Stati Uniti nel paese centrasiatico.

Antonio Albanese