Afghanistan oramai Emirato Islamico

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Alla fine lo ha ammesso anche lui, il presidente Ashraf Ghani:  I talebani non sono i talebani di 5 anni fa. I talebani sono un popolo ben organizzato. Dobbiamo stabilire delle priorità. Non possiamo rimanere in tutto l’Afghanistan. Diciamo agli americani di darci degli aerei. Dobbiamo aggiungere 5.000 nuove truppe, ora è il momento di colpire. Lo ha fatto in diretta televisiva il 5 agosto. 

C’è un problema però, militari in vista non ce ne sono. A partire dal sei agosto le tv afgane hanno presentato gli avvenimenti come un  vero e propio bollettino di guerra, con città che capitolano una dietro l’altra: Sheberghan e poi di tutta la regione di Jawzjan; preso dil distretto di Badpash nella provincia di Laghman; Nimroz è stata occupata dai talebani prima di far capitolare la città i talebani hanno liberato la prigione e quindi hanno arruolato nuovi miliziani. Di seguito si sono recati nei centri nevralgici della città presi i palazzi governati, centrale di polizia e poi l’intera provincia.  

Non è andata meglio a Helmad dove i talebani hanno passato al setaccio interi quartieri uccidendo molti civili, Kunduz è stata attaccata su più fronti ed è al collasso; a Bak la polizia è fuggita lasciando il distretto nelle mani dei talebani siano nella provincia di Khost. Nei distretti di Khas Balkh, Chamtal, Charbolak, Shortapa, Dehdadi e Shulgar della provincia di Balkh, 4 soldati e la polizia dell’amministrazione di Kabul si sono dimessi dalle loro funzioni e si sono uniti ai Mujahidin. 

Di male in peggio l’8 agosto provincia di Kunduz e la prigione sono in monodie talebani e nella giornata la città è passata in mano ai talebani, nel frattempo a essere sull’orlo del collasso Takhar. L’8 agosto anche la regione cade in mano ai talebani.

Nella stessa giornata i talebani mandano un messaggio ai funzionari governativi a Baghlan  in cui si dice che questi possono entrare nell’Emirato utilizzando il decreto di amnistia dell’Emirato, oppure perire: il battaglione dei Martiri creato apposta per la presa dell’Afghanistan ha pronti cinque martiri – suicida – a entrare in azione. 

Il 9 agosto a Kunduz sventola la bandiera dei talebani i commando sono fuggiti e carri armati e ranger hanno abbandonato le strade, la vita, dicono i talebani è tornata alla normalità.  Il 9 agosto La provincia di Samangan è caduta in mano ai talebani. 

Questa cronaca, che non riporta il numero dei morti perché al momento non è disponibile se non nella versione dei talebani, è storia ordinaria, mentre i funzionari afgani contestano che alcune città siano completamente cadute, con le truppe governative ancora di stanza in alcune parti delle città e feroci combattimenti ancora in corso nella zona.

Ad Aibak, la conquista dei talebani sembra praticamente completa. Lunedì mattina il vice governatore provinciale di Samangan’a ha detto ad Al-Jazeera che i talebani hanno “pieno controllo” della città.

La rapida offensiva militare dei talebani – che si sta muovendo più velocemente di quanto chiunque si aspettasse – coincide con il ritiro di tutte le forze statunitensi e della NATO dall’Afghanistan. L’uscita sarà completata entro il 31 agosto.

Il presidente Biden ha mantenuto la decisione di ritirarsi nonostante il deterioramento della situazione della sicurezza all’interno dell’Afghanistan e i crescenti timori che al Qaeda o altri gruppi terroristici possano utilizzare ancora una volta il paese come base operativa per colpire gli Stati Uniti e i suoi alleati.

Antonio Albanese