AFGHANISTAN. Oltre 4.000 le domande di asilo negli USA per chi ha lavorato per Washington

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Il Dipartimento di Stato americano sta facendo i preparativi per portare migliaia di afgani e le loro famiglie in posti non ancora decisi, al fine di completare il processo per ottenere il visto che permetterà loro di immigrare negli Stati Uniti, come parte dell’operazione Allies Refuge.

Decine di migliaia di afgani hanno fatto domanda per il visto speciale per immigrati, assegnato a interpreti, tecnici e altri che hanno lavorato con le truppe statunitensi negli ultimi 20 anni. Un piccolo numero di questi, 750, si dirigerà a Fort Lee, Virginia, a partire dalla prossima settimana per completare le fasi finali del processo. Gli altri 4.000, non così avanti nel processo, si trasferiranno temporaneamente in un paese terzo per completare i loro controlli.

Il gruppo iniziale di 750 richiedenti dovrebbe trascorrere poco più di una settimana a Fort Lee, per completare lo screening finale per il visto. Gli altri 4.000 hanno ricevuto l’approvazione del capo della missione, ma hanno controlli di sicurezza e di altro genere da superare prima di poter venire negli Stati Uniti.

Le domande continueranno ad essere esaminate dopo che le truppe americane lasceranno ufficialmente il paese alla fine di agosto, finché il Congresso continuerà ad autorizzarle.

«I richiedenti hanno bisogno di arrivare da soli a Kabul», senza, per esempio, scorte militari, Non verrà divulgato di come arriveranno all’aeroporto, per ragioni di sicurezza», riporta Defense News. L’ambasciata degli Stati Uniti a Kabul ha aggiunto personale per elaborare le domande, e ha smaltito l’arretrato che si è accumulato anche se le operazioni si sono chiuse nel 2020 a causa della pandemia.

Non è stato detto quali paesi siano sotto esame per i trasferimenti temporanei, nessun accordo sarebbe stato completato; per ora, Fort Lee è l’unico sito nazionale in considerazione per l’alloggio dei richiedenti asilo afgani. Il programma per i visti ha circa 18.000 candidati nella suo iter, secondo i dati del Dipartimento di Stato.

Lucia Giannini