AFGHANISTAN. Meno morti civili, riporta l’ONU

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Le Nazioni Unite affermano che le vittime civili in Afghanistan sono diminuite del 13% nel primo semestre dell’anno, il dato più basso dal 2012, attribuendolo principalmente a una riduzione delle operazioni delle forze militari internazionali guidate dagli Stati Uniti e dei terroristi sia di Isis che dell’Emirato Islamico.

Il calo fa seguito a un accordo che gli Stati Uniti e i talebani hanno siglato a febbraio per porre fine a quasi 19 anni di guerra. Nel suo nuovo rapporto di metà anno, pubblicato il 27 luglio, la Missione di assistenza dell’ONU in Afghanistan, Unama, ha registrato quasi 3.500 vittime tra civili, tra cui 1.282 morti, accusando soprattutto i Talebani e le forze di sicurezza nazionali afghane: «Il numero complessivo di vittime civili rappresenta un calo del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e la cifra più bassa dal 2012 (…) L’Unama accoglie con favore la riduzione, ma osserva che essa è dovuta principalmente a un calo delle vittime civili attribuito alle forze militari internazionali, nonché allo Stato islamico dell’Iraq e alla provincia di Levante – Khorasan (Isil-Kpo)», riporta VoA.

«La ragione principale del minor numero di vittime civili è dovuta alla riduzione delle operazioni delle forze militari internazionali e dello Stato islamico dell’Iraq e della Provincia del Levante-Khorasan», ha detto l’Unama. Il rapporto ha rilevato che le forze di sicurezza nazionali afghane sono responsabili di aver causato il 23 per cento del numero totale di vittime civili, con un aumento del nove per cento: «Le vittime civili degli attacchi aerei delle forze aeree afghane nei primi sei mesi del 2020 sono triplicate rispetto allo stesso periodo di tempo del 2019».

L’Unama ha attribuito un totale di 58 per cento di vittime civili alle forze anti-governative, con i Talebani responsabili dell’uccisione e del ferimento di 1.473 di loro, che rappresentano il 43 per cento del numero totale di danni inflitti ai civili.

Il rapporto dell’Unama ha lamentato che donne e bambini continuano ad essere colpiti in modo sproporzionato dagli impatti diretti e indiretti del conflitto armato afghano, con oltre il 40% del totale delle vittime civili.

Maddalena Ingrao