AFGHANISTAN. L’addestratore dei suicidi è ai vertici dell’intelligence talebana

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Taj Mir Jawad, l’uomo nominato come vice capo dell’intelligence nel nuovo esecutivo talebano, è stato descritto da funzionari della sicurezza e dell’intelligence di diversi paesi come il capo di una rete di attentatori suicidi responsabili di attacchi a Kabul.

Jawad, riporta l’Hindustan Times, considerato un membro di rango elevato della struttura militare talebana, sarà il primo vice del nuovo capo dell’intelligence, Abdul Haq Wasiq.

Diversi funzionari della sicurezza di vari paesi hanno detto che Jawad ha messo la sua firma in alcuni dei più devastanti attacchi suicidi compiuti a Kabul negli ultimi anni. Jawad avrebbe diretto le reti suicide e sarebbe molto vicino all’establishment di sicurezza pakistano.

Rahmatullah Nabil, che è stato a capo dell’agenzia di spionaggio dell’Afghanistan, la Direzione nazionale della sicurezza, Nds, nel 2018 aveva accusato Jawad, noto anche come Maulvi Zabiullah, di supervisionare la Brigata del Martirio di Al-Hamza, un centro di addestramento per attentatori suicidi. Nabil aveva detto all’epoca che l’attentatore suicida che ha ucciso Abdul Raziq Achakzai, un capo della polizia, era stato addestrato proprio dall’Al-Hamza.

Jawad aveva la sua base a Peshawar all’epoca e aveva pianificato l’uccisione di Raziq con il mullah Shireen, un membro del consiglio talebano di Quetta, dal nome della città pakistana dove ha sede. Secondo il Long War Journal, sito web che segue le attività dei gruppi jihadisti, già nel 2013 Jawad era anche presente ed aveva un grado elevato nella Rete Haqqani e guidava congiuntamente quella che veniva chiamata la “Rete di attacco di Kabul” con un altro comandante talebano di nome Dawood, che era il governatore ombra di Kabul.

«La Rete di attacco di Kabul opera nella capitale e nelle province circostanti di Wardak, Logar, Nangarhar, Laghman, Kapisa, Khost, Paktia e Paktika. Ha eseguito numerosi attacchi di alto profilo nella capitale nel corso degli anni», riporta il Long War Journal.

Luigi Medici