AFGHANISTAN. La nuova censura dei talebani: chiusi altri due giornali

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La chiusura dei siti web del quotidiano Hasht-e-Subh (8am) e di Zawia Media è un altro segno della continua soppressione dei media in Afghanistan da parte dei Talebani. Reporter senza frontiere (Rsf) esorta le autorità a revocare al più presto questa decisione e a permettere ai media di continuare a informare il popolo afghano, come loro diritto umano fondamentale.

«Oltre alla continua restrizione dei media da parte dei talebani, la chiusura dei siti web di Hasht-e-Subh (8am) e Zawia Media, segna l’inizio di una nuova fase nella guerra dei talebani alla libertà dei media», ha dichiarato il desk Iran-Afghanistan di RSF. «Hanno usato la violenza e i regolamenti per limitare e censurare i media, ma per la prima volta sono arrivati a violare direttamente la libertà dei media chiudendo i siti web di due giornali afghani».

Hasht-e-Subh, il giornale più diffuso in Afghanistan fino all’arrivo dei Talebani, è stato fondato da un gruppo di giornalisti e attivisti per i diritti umani nel 2007. Dopo che i Talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan il 15 agosto 2021, i media privati hanno interrotto l’edizione cartacea e limitato la distribuzione al sito web e ai social media, a causa della situazione economica e di sicurezza. Zawia Media è un media basato su Internet, lanciato nel gennaio 2019.

«In un recente tentativo, il Ministero delle Telecomunicazioni talebano ha sospeso il dominio di Hasht-e Subh Daily [www.8am.af]. Il dominio [8am.af] è stato legalmente acquistato, registrato, di proprietà e attivamente online negli ultimi 16 anni da questo giornale», ha dichiarato a RSF il caporedattore di Hasht-e-Subh (8am) Mohammad Mohaq.

Interrogato sulle chiusure, il 3 ottobre il portavoce del ministero delle Telecomunicazioni e della Tecnologia dell’Informazione, Enayatullah Alkozai, ha dichiarato ai giornalisti che questi media diffondevano “propaganda” contro i leader talebani, “fake news” e informazioni “sbilanciate”.

In precedenza, un decreto del 28 marzo, emesso dal ministero dell’Informazione e della Cultura, aveva vietato ai canali televisivi privati di ritrasmettere in lingua locale i notiziari forniti dalle emittenti internazionali: BBC, Voice of America e Deutsche Welle.

Secondo il rapporto di RSF che segna un anno di operazioni mediatiche sotto il governo talebano in Afghanistan, il panorama mediatico è stato pesantemente colpito dalla presa di potere dei Talebani. Sebbene dal 15 agosto 2021 siano stati creati quattro nuovi organi di informazione, l’Afghanistan ha perso 219 dei 547 organi di informazione che aveva in precedenza.

I Talebani hanno adottato nuovi regolamenti repressivi e non rispettano la legge afghana sulla libertà di stampa, in particolare quella sui media promulgata nel marzo 2015 anche se, interrogato da RSF a febbraio, il portavoce del governo e vice ministro dell’Informazione e della Cultura Zabihullah Mujahid ha affermato che la legge sulla stampa è ancora in vigore.

Lucia Giannini