AFGHANISTAN. La Cina frena sullo sfruttamento minerario

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Le aziende minerarie cinesi sono state avvertite contro l’organizzazione “alla cieca” di viaggi di ispezione in siti in Afghanistan, dopo le notizie che alcuni di loro stanno cercando opportunità nella nazione dopo il ritiro delle truppe statunitensi in agosto. Una dichiarazione rilasciata dall’ambasciata cinese a Kabul ha detto che il governo provvisorio dell’Afghanistan aveva regolamenti riguardanti l’esame delle risorse minerarie, ed era necessario un permesso.

«Ci sono stati diversi incidenti di cittadini stranieri trattenuti senza permesso in varie parti del paese», ha detto. «Le aziende e i cittadini cinesi sono invitati a non ascoltare ciecamente tutti i tipi di informazioni relative allo sviluppo della cooperazione mineraria, e a non violare le leggi e i regolamenti locali per evitare vari rischi come la sicurezza», riporta Scmp.

Il comitato di promozione economica e commerciale sino-arabo, ha detto che i rappresentanti di cinque aziende cinesi hanno ottenuto visti speciali e sono arrivati in Afghanistan all’inizio di novembre per condurre ispezioni in loco.

All’inizio di questo mese, ha detto con un post su Weibo che le aziende cinesi stavano anche indagando sullo stato dei depositi afgani di litio, antimonio, berillio, piombo e zinco.

Rumors hanno riportato poi che i talebani hanno ripreso a lavorare con la Cina sul progetto della miniera di rame Aynak a sud-est di Kabul, ma sono stati smentiti dal Global Times, secondo cui il China Metallurgical Group non è coinvolto nel progetto e nessun progresso è stato fatto.

Anche se la Cina ha intensificato il suo impegno con i talebani negli ultimi mesi, deve ancora riconoscerli come legittimo rappresentante dell’Afghanistan. Il ministero degli Esteri cinese ha detto che la Cina è disposta a esplorare la cooperazione nella ricostruzione economica dopo che la situazione in Afghanistan si sarà stabilizzata.

La Cina, insieme all’Iran, ha chiesto agli Stati Uniti di smettere di congelare i beni appartenenti all’Afghanistan. I funzionari talebani hanno anche detto di accogliere gli investimenti cinesi.

Lucia Giannini