AFGHANISTAN. I talebani si atteggiano a potenza geopolitica regionale

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L’Emirato Islamico di Afghanistan si esplica nella social sfera come un ente statuale a tutti gli effetti. E come tale si comporta nella comunicazione verso il mondo: il 5 giugno un comunicato ufficiale del portavoce dei talebani chiede a Tagikistan e Kirghizistan di trovare un accordo politico alle loro dispute interne pena la sofferenza di entrambi i popoli e ancora i canali televisivi vicino ai talebani hanno fatto una raccolta di video in cui il premier attuale Ashraf Ghani per lungo tempo ha cercato di avere supporto straniero contro i talebani, mentre ora si avvicina alle istanze talebane. La sostanza è, secondo i talebani, che il premier ha fallito e i talebani hanno vinto, hanno sconfitto gli eserciti stranieri.

La macchina comunicativa dell’Emirato Islamico oramai è in grado di ottemperare a tutte le aspettative del suo pubblico, esistono immagini e video ad alta risoluzione: dalle competizioni sulla recitazione del corano, educazione, all’addestramento delle élite militari pronti per la guerra, fino ai resoconti militari, i comunicati di politica interna e estera, etc. Non mancano poi le cronache locali: dai bombardamenti subiti, sempre sui civili a detta dei talebani, fino alla resa delle milizie tribali per confluire nelle file dei talebani. Non c’è settimana in cui non vi siano almeno una cinquantina di militari afgani che affermano di passare con i talebani, momento questo che viene festeggiato con tanto di corona di carta o fiori colorata al collo dei nuovi mujahidin e loro foto postata on line.

Numerosi gli attacchi rivendicati. La strategia dei talebani, da quando gli Usa con l’amministrazione di Joe Biden hanno annunciato di voler anticipare il ritiro delle truppe, è quella di anticipare la presa dell’autostrada che da Kandahar arriva a Kabul e questa settimana hanno annunciato di aver raggiunto l’impresa. Nel frattempo, mano a mano che gli eserciti stranieri lasciano il territorio, i Talebani subentrano prendendosi punti di controlli e caserme. Questa settimana i talebani hanno rivendicato attacchi a Herat, a Jawzjan; sequestrati posti di blocco, un’autobomba è esplosa nella provincia centrale di Baghlan: uccisi otto militari, interdetta l’area ai giornalisti.

Continua inoltre l’occupazione a Maidan Wardak, a Syedabad, i talebani hanno sequestrato numerosi posti di blocco e veicoli militari e le truppe sono fuggite e hanno fatto esplodere una bomba nel distretto di Jaghto. A Helmand, Nahr-e-Saraj, i talebani hanno preso l’area uccidendo tre militari e ferendone tre. Cade in mano talebana anche la zona di Hassan Karez del distretto di Shah Joy della provincia di Zabul, infine il 5 giugno i talebani hanno catturato una base a Faizabad, Jawzjan, molti soldati sono stati uccisi, armi e munizioni sono state sequestrate. Questa è una settimana tipo in Afghanistan, dove oltre il 70% del territorio è in mano ai talebani e ora hanno annunciato che vogliono conquistare Kabul da dentro il palazzo. Come a dire che oramai hanno in pugno il presidente.

Al momento Ashraf Ghani ha smentito l’avanzata dei talebani, ma le immagini che arrivano dimostrano il contrario.

Graziella Giangiulio