Forze armate afghane alla prova

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AFGHANISTAN – Herat 09/04/2014. L’addestramento delle Forze di sicurezza afghane operato dall’Italia nella regione occidentale del paese sta cominciando ad evidenziare i suoi frutti.

Durante le elezioni del 5 aprile scorso hanno mostrato di essere in grado garantire in maniera autonoma anche situazioni più complicate. Negli oltre 900 seggi elettorali allestiti nell’area di responsabilità italiana, a fronte dei diciannove attacchi sferrati contro il dispositivo di sicurezza posto a presidio dei seggi, nessun civile è rimasto coinvolto, purtroppo hanno invece perso la vita tre soldati dell’esercito afghano. In questi anni sono più di ventitremila soldati e poliziotti afghani, addestrati dai militari italiani, che oggi cominciano a dare prova della professionalità acquisita.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha espresso la sua piena soddisfazione per l’andamento delle operazioni di voto e per la percentuale dei votanti che hanno potuto esprimere liberamente la loro scelta grazie alla cornice di sicurezza fornita dalle forze afghane supportate dalle forze internazionali di ISAF, di cui i militari italiani ad Herat fanno parte.
“Una dimostrazione di maturità ed efficacia”, ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, “che segna un importante traguardo nel consolidamento del processo di transizione”.
Il generale Manlio Scopigno, (a destra) comandante del contingente italiano in Afghanistan, rivolgendosi ai militari delle forze di sicurezza afghane all’indomani delle elezioni presidenziali del 5 aprile, in cui più di un milione e mezzo di afghani sono stati chiamati ad esercitare il diritto di voto nelle quattro province in cui opera il Regional Command West, il comando multinazionale ed interforze di ISAF su base brigata ‘Sassari’, ha espresso la sua soddisfazione complimentandosi con loro «Oggi è una giornata storica per ognuno di voi. Vivetela con orgoglio e con la consapevolezza che i nemici dell’Afghanistan che avevano minacciato di boicottare le elezioni hanno perso. Il commosso pensiero del contingente italiano di ISAF va ai nostri fratelli militari afghani che hanno perso la vita per il più alto e nobile degli ideali: l’amore per l’Afghanistan ed i suoi simboli».