Addio alla tregua in Siria

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Jet siriani hanno bombardato i quartieri sunniti di Homs (140 km a nord di Damasco) oltre che effettuare raid in altre regioni del Paese. La tregua non c’è praticamente più.

Entrambe le parti hanno violato il cessate il fuoco, stabilito per le festività musulmane di Eid al-Adha. La tregua era stata chiesta e ottenuta dall’inviato Onu Lakdar Brahimi, sostenuto anche da Russia, Cina e Iran, alleate del regime di Assad. Le autorità siriane accusano i terroristi di aver interrotto la tregua e l’opposizione dice che un cessate il fuoco è impossibile finchéAssad continuaa muovere i suoi carri armati, a usare l’artiglieria pesante e i jet contro la popolazione. Sembra dunque l’ennesimo fallimento. Esplosioni e bombardamenti hanno interessato il 28 ottobre i quartieri damasceni di Zamalka, Irbin, Harasta.

Il conflitto rischia inoltre di allargarsi: le forze “ribelli” hanno attaccato diverse  infrastrutture nei dintorni di Aleppo scatenando la reazione della “branca” siriana del Pkk. L’attacco a Ashrafieh, distretto curdo della città, ha provocato scontri armati fra i curdi e i miliziani dell’opposizione. I curdi, stando a fonti dei ribelli, avrebbero aiutato le forze regolari siriane a difendere un impianto nella zona che era stato da loro attaccato.