Accordo per l’acquifero nubiano

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AUSTRIA – Vienna 22/09/2013. Libia, Egitto, Ciad e Sudan hanno firmato un accordo sostenuto dall’Onu per l’uso condiviso di un massiccio sistema acquifero sotterraneo a cavallo tra i quattro paesi, conosciuto come Sistema acquifero nubiano.

Il bacino dovrebbe contenere una stima di 150 mila chilometri cubi di acqua fossile e si estende su una superficie di due milioni di chilometri quadrati. Il programma strategico di azione, firmato a Vienna il 18 settembre presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), impegna i Paesi a condividere la falda acquifera. È prevista anche la creazione di un’autorità comune per la gestione del sistema acquifero. Il direttore generale dell’Aiea,Yukiya Amano, ha definito l’accordo un «risultato significativo», congratulandosi con i tutti i soggetti coinvolti. «L’acqua è una risorsa fondamentale, una gestione efficace e un uso delle risorse idriche intelligente è essenziale per il futuro». L’Aiea ha detto che suo obiettivo è quello di garantire che i quattro paesi lavorino insieme con successo per garantire che la falda acquifera sia gestita in modo efficiente. L’accordo, in particolare, graverà sulla Libia: unico tra i quattro stati ad avere già una grande infrastruttura basata sulle risorse idriche fossili usate per l’approvvigionamento idrico del paese. Il suo sistema pesca nelle falde acquifere sotterranee profonde nel deserto sia verso l’Oriente che verso l’Occidente del paese. La parte a sud- est della Libia, invece, attinge alla falda nubiana, noto sistema acquifero fossile più grande al mondo. Secondo l’Aiea, il sistema nubiano è sotto crescente pressione a causa della crescita della popolazione e la ridotta disponibilità di acqua da altre fonti nella zona. La Libia sta pompando circa 2,37 chilometri cubi di acqua all’anno portandoli verso l’arida costa. «Attingere acqua senza una chiara comprensione delle implicazioni transfrontaliere e del potenziale danno per la biodiversità possono accelerare il degrado del territorio», riporta l’Aiea. Il progetto di cooperazione tecnica è iniziato nel 2006, l’Onu ha già completato un sofisticato modello per lo sfruttamento della falda acquifera allo scopo di aiutare i quattro paesi ad evitare possibili conflitti, proteggere gli ecosistemi che dipendono da esso, e aiutandoli nel suo utilizzo.