Abeconomics e Tpp

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GIAPPONE – Tokyo 13/4/13. Il Giappone e gli Stati Uniti, il 12 aprile, hanno trovato un accordo per  permettere a Tokyo di unirsi ai colloqui su un accordo di libero scambio nella zona Asia-Pacifico, aumentando così il peso economico del patto e innescando le reazioni e le proteste delle case automobilistiche statunitensi.

L’accordo permette al Giappone di poter entrare nei negoziati della Trans-Pacific Partnership (Tpp), che unisce Stati Uniti, Canada, Messico, Perù, Cile, Vietnam, Malesia, Singapore, Brunei, Australia e Nuova Zelanda e che dovrebbero concludersi questo anno.

«Penso che gli interessi nazionali del Giappone siano tutelati ai sensi del presente accordo Usa-Giappone» ha detto il primo ministro giapponese Shinzo Abe.

Abe insediatosi a dicembre 2012, sta facendo del patto di libero scambio regionale una chiave di volta della sua strategia volta ad aprire l’economia del Giappone e a stimolarne la crescita.

Abe sta spingendo sull’accordo Tpp, nonostante la forte opposizione da parte della politicamente potente lobby agricola nipponica, dipingendolo come la terza direttrice della sua  “Abenomics”  assieme alla spesa fiscale e al drastico allentamento della politica monetaria.

L’amministrazione Obama considera il Tpp come parte del riequilibrio economico statunitense verso l’Asia.

Con l’entrata del Giappone, terza economia del mondo e la quarto più grande partner commerciale degli Stati Uniti, il Tpp dovrebbe coprire quasi il 40 per cento della produzione economica globale e un terzo di tutto il commercio mondiale.

Gli Stati Uniti prevedono anche di lanciare negoziati di libero scambio con l’Unione europea nei prossimi mesi. Con lo stop dei negoziati sul commercio mondiale, le iniziative regionali sono diventate il principale forum di liberalizzazione degli scambi.

I colloqui Tpp sono in corso da tre anni e il Giappone spera di partecipare ai negoziati a partire dal mese di luglio, fatto che richiede una decisione formale di tutti gli 11 paesi che attualmente prendono parte ai colloqui.

L’accordo ha ottenuto una reazione fredda dalle case automobilistiche di Detroit che hanno progressivamente perso quote di mercato a favore dei concorrenti giapponesi.

Ford Motor Co. ha lottato duramente per mantenere il Giappone fuori dal patto. La United Auto Workers ha detto di essere preoccupata del fatto che gli sforzi del governo degli Stati Uniti a favore dell’industria automobilistica degli Stati Uniti  in questi ultimi anni possano essere minacciati dall’ ingresso del Giappone nella Trans-Pacific Partnership.

I paesi Tpp potrebbero formalmente decidere se consentire al Giappone di entrare nelle trattative alla riunione in Indonesia prevista per il 20-21 aprile del forum di cooperazione economica  Asia-Pacifico.