Abe pronuncia le linee programmatiche

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GIAPPONE – Tokio. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha fatto il sue primo discorso programmatico all’apertura dei lavori della Camera bassa giapponese, apertasi il 28 gennaio e che durerà 150 giorni. L’intervento è stato principalmente focalizzato sulla ripresa economica.

Abe ha detto che la priorità del suo governo è quella di rivitalizzare l’economia stagnante del Giappone e il governo userà una forte politica monetaria, una flessibile politica finanziaria e di stimolo del settore privato, i tre pilastri indispensabili per centrare l’obiettivo.

Per quanto riguarda la politica monetaria, Abe ha esortato la Banca del Giappone a raggiungere l’obiettivo del 2 per cento d’inflazione, in una dichiarazione congiunta di governo e banca centrale.

Il primo ministro ha anche detto che il governo e la banca centrale lavoreranno in «stretta collaborazione» per raggiungere l’obiettivo in modo da contenere la prolungata deflazione del paese. Ha poi detto che la situazione della sicurezza del suo Paese è sempre più complessa e che il suo governo intende proteggere fermamente la sicurezza del popolo giapponese e i suoi territori.

A tal scopo, che il suo governo intende rinforzare la capacità di sorveglianza marittima del Giappone e migliorare la capacità di reazione del Paese di caso d’emergenza, in modo da affrontare meglio incidenti simili a quello avvenuto in Algeria.

Per quanto riguarda la diplomazia nipponica, Abe ha detto che il cardine della politica estera del Giappone è quello di migliorare l’alleanza Giappone-Usa e ha annunciato un incontro con il presidente statunitense Obama che si terrà negli Stati Uniti nella terza settimana di febbraio. Ha anche annunciato che il Giappone proseguirà in una «diplomazia di valori», basata sui valori di libertà, democrazia e diritti umani, aggiungendo che sarà effettuata attraverso una visione d’insieme piuttosto che concentrarsi su una serie di relazioni bilaterali.

Il primo ministro ha anche detto che il Giappone intende agevolare gli scambi economici e culturali nella regione asiatica affacciata sul Pacifico, in particolare con i paesi del sud-est asiatico.