Abe, sì al terzo pilastro per la crescita

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GIAPPONE – Tokio. 15/06/13. Corre veloce il Governo Abe. Venerdì è stato siglato il terzo e ultimo pilastro per la crescita in Giappone: la strategia per la crescita, soprannominata “Abenomics”, piano che mira a porre fine al ventennio di deflazione nipponica.

Il governo ha inoltre approvato progetti di politica economica e di bilancio a lungo termine in cui essa ha stabilito un nuovo obiettivo: ridurre il rapporto tra debito pubblico del Giappone e il prodotto interno lordo entro il 2021 in maniera stabile.

«La strategia di crescita decisa venerdì sarà la linea di partenza», ha detto Abe in un video messaggio sulla strategia di crescita.

L’Obiettivo del primo ministro è ripristinare un’economia forte. Ma la maggior parte delle proposte politiche della strategia non sembrano essere molto innovative, e, soprattutto ancora non ci sono dettagli in merito alle proposte fatte da Abe,  questo, secondo i media locali, non è un segno di cambiamento, ma di propaganda.

Di certo c’è che il governo ha fissato l’obiettivo di aumentare l’importo totale degli investimenti delle imprese del 10 per cento nel corso dei prossimi tre anni per portarlo fino a circa 70 miliardi di yen.

Ha promesso di aumentare il pil pro-capite lordo del Giappone in 10 anni, grazie a un aumento della percentuale di scambi commerciali con i paesi con i quali Tokyo ha firmato accordi di libero scambio del 70 per cento entro il 2018, contro l’attuale 19 per cento.

Il governo avrà lo scopo di raddoppiare le esportazioni di grano entro il 2020, con un occhio alle entrate che dovrebbero arrivare al Giappone a seguito dei colloqui sul patto di Trans-Pacific Partnership (TPP).

Sempre nel progetto di crescita l’obiettivo di triplicare le esportazioni delle infrastrutture entro il 2020, l’intenzione di Abe è quella di promuovere la vendita di tecnologie più innovative dei prodotti giapponesi.

La strategia prevede inoltre: la vendita online di farmaci in Giappone, istituzione di zone economiche speciali in cui la deregolamentazione può essere promossa, e riavviare le centrali nucleari.

L’amministrazione ha promesso, ancora, di dimezzare il rapporto tra il disavanzo saldo primario al PIL del paese a partire dal 2015 e portare la bilancia commerciale in positivo entro il 2020.

Secondo la Kyodo News Agency, Abe ha spinto l’acceleratore perché teme le elzioni estive della Camera dei Consiglieri. In autunno il premier giapponese ha intenzione di dare vita a una seconda sferzata in materia di crescita e sviluppo. Il governo presenterà alla dieta di un disegno di legge per una drastica riduzione delle imposte sugli investimenti e un altro per rafforzare la competitività industriale.