Zimbabwe: se paghi verrai curato

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ZIMBABWE – Harare 17/06/2016. I medici dello Zimbabwe non accetteranno più i pazienti con l’assicurazione medica a partire dal 1 luglio ma solo quelli che potranno pagare in contanti.

Il motivo dietro a questa grave decisone è il contenzioso con le assicurazioni che devono dare ai medici del paese circa
220 milioni di dollari, afferma il sindacato dei medici che ha detto ai pazienti di presentarsi con i contanti o di fare affidamento sugli ospedali pubblici, che sono sottofinanziati. La maggior parte dei medici in Zimbabwe gestiscono studi privati ​​e alcuni esercitano anche presso ospedali privati ​​e statali. Le strutture ospedaliere gestite dal governo, utilizzate dalla maggior parte dei cittadini dello Zimbabwe, spesso sono privi delle medicine di base e di medici specialisti e sono in gran parte evitati dai pazienti che pagano un’assicurazione sanitaria. Nel paese esistono più di 20 assicuratori sanitari registrati che servono circa 800mila utenti, secondo l’Associazione di finanziamento per la salute dello Zimbabwe (Ahfoz), che rappresenta le imprese di assicurazione sanitaria. In una dichiarazione, il Zimbabwe Medical Association (Zima) ha accusato Ahfoz di non riuscire a pagare o di ritardare i pagamenti ai medici, che sono stati comunque costretti a pagare le tasse su pagamenti che non avevano ricevuto. «Come risultato di quanto sopra, le imprese di assicurazione sanitaria attualmente devono ai fornitori di servizi sanitari una cifra stimata di 220 milioni di dollari. Dal 1 Luglio 2016 i medici non dovranno accettare assicurazioni sanitarie (carte di soccorso medico) dai loro pazienti fino a nuovo avviso», recita la dichiarazione di Zima. Il presidente Zima, Agnes Mahomva, riporta the Peninsula, non sa dire quanti medici si conformeranno alla decisione del Zima o il numero di pazienti che saranno interessanti dalla particolare protesta.