Zimbabwe: inno contro l’occidente

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ZIMBABWE- Harare  23/08/13. Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe a 89 anni ha iniziato oggi il suo nuovo mandato. Ieri è stata ufficializzata la sua vittoria, dopo che l’avversario Tsvangirai per paura di un bagno di sangue ha annunciato il ritiro della sua denuncia di brogli elettorali. E oggi Mugabe ha immediatamente avviato l’ormai tradizionale attacco al vetriolo contro l’Ovest che ha messo in seria discussione la sua vittoria. 

Non a caso se i Paesi africani hanno hanno lodato la sua vittoria la sua vittoria ha visto sfumare per l’ennesima volta un disgelo nei rapporti con l’occidente. Ricordiamo che Mugabe e altre 10 persone del suo entourage non possono mettere piede nei 27 Paesi dell’Unione europea. Dopo il referendum costituzionale di marzo, la UE ha diminuito le sanzioni, ma oggi alla luce di quanto accaduto potrebbero ripristinarsi vecchie sanzioni verso il Paese africano. Il Ministro degli Esteri britannico William Hague ha chiesto una «inchiesta indipendente» sulle elezioni.

Mugabe ha ribadito la sua determinazione di nazionalizzare – “indigenizzazione” dei settori minerari e finanziari, ha detto che arriverà al 51% della proprietà su questi settori e in generale su tutti i settori chiave del Paese. 

«Il settore minerario è il fulcro del recupero e deve riaccendere il miracolo Zimbabwe», ha detto Mugabe. «Abbiamo appena scalfito le risorse al di sotto del suolo». Nel suo solito inno contro l’Occidente Mugabe la sua rielezione è stata una “lotta per la nostra vita” e ha salutato la sua vittoria come una “celebrazione” del trionfo dell’Africa l’Occidente.

Di diverso parere il Leader del Movimento per il cambiamento democratico Morgan Tsvangirai, che è stato sconfitto dal partito di Mugabe (PF), che ha boicottato l’inaugurazione, dicendo che è un “partito di briganti”. 

Mugabe nel suo discorso inaugurale ci ha tenuto a legittimare la sua rielezione, basando il suo discorso inaugurale sulla sua attenzione per la pace e la tranquillità, anche durante le elezioni contrariamente a quanto avvenuto nel 2008: «Ci impegniamo affinché la pace che abbiamo durerà. I nostri nemici e detrattori ci avrebbero spinto verso la violenza, ma non siamo stati confusi e tutto è avvenuto in un clima di pace». Ieri e di oggi sono arrivati i presidenti di altri Paesi africani, tra i quali Joseph Kabila, dalla Repubblica Democratica del Congo e l’ex leader di Thabo Mbeki del Sudafrica. Il governo sudafricano è rappresentato dal Vice Presidente Kgalema Motlanthe.