Harare ritira le misure draconiane

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ZIMBABWE – Harare 15/09/2016. Il governo dello Zimbabwe ha confermato l’abbandono dei piani che prevedevano il taglio di posti di lavoro nel settore pubblico meno di una settimana dopo l’annuncio, dopo una serie di violente proteste contro la cattiva gestione economica del paese.

Il ministro delle finanze Patrick Chinamasa aveva prima annunciato i tagli il 8 settembre, dicendo che erano essenziali per contenere la spesa e il deficit di bilancio. Sei giorni dopo, il ministro dell’Informazione Christopher Mushohwe ha detto che il governo aveva respinto le proposte, tra cui anche il piano per ridurre gli acquisti di mais locale, riporta Defence Web. Il dietro-front e la grave crisi finanziaria del paese hanno allarmato i paesi vicini; i tagli salariali, tra gennaio e giugno, sono stati una parte centrale delle riforme che Chinamasa sta perseguendo mentre cerca nuovi finanziamenti, ma la rabbia per le difficoltà economiche diffuse, l’incapacità dei cittadini di pagare servizi come l’acqua e l’elettricità e un tasso di disoccupazione sopra il 80 per cento, ha portato a scontri violenti tra manifestanti e polizia. La polizia, inoltre, ha imposto un divieto di proteste per un mese nella capitale, ma i partiti di opposizione dicono che ignoreranno il divieto e terranno dimostrazioni in tutto il paese il 17 settembre per fare pressioni sulla commissione elettorale allo dopo di garantire elezioni libere per il 2018. Lo Zimbabwe si sta affannando per pagare i lavoratori in tempo negli ultimi tre mesi e il governo non ha annunciato ancora quando potrà pagare gli stipendi a settembre. Harare prevede di introdurre banconote locali da ottobre da far circolare accanto al dollaro statunitense, ma teme la contraffazione ad ampio spettro, come è accaduto nel 2008.