La realtà tra dolore e speranza

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ITALIA – Roma 25/04/2014. Ayman al Zawahiri affronta il tema della lotta intestina tra i gruppi jihadisti in Siria e dell’opposizione al governo egiziano in una intervista audio uscita il 18 aprile.

L’intervista prodotta da Al- Sahab , canale massmediatico di al Qaeda , si intitola “La realtà tra dolore e speranza”. A Zawahiri viene chiesto come sta andando la jihad qaedista contro gli Stati Uniti, nonostante i recenti pesanti copie e Zawahiri afferma che, nonostante la scomparsa di alcuni dei leader del gruppo, al Qaeda sta ancora vincendo la sua lunga lotta contro gli Stati Uniti. «Chi non si ritira dalla sua terra, sta vincendo la battaglia», dice Zawahiri , secondo quanto riportato da The Long War Journal. «Chi si è ritirato dall’Iraq e chi no? Chi si ritira dall’Afghanistan e chi no?», Zawahiri aggiunge che “la vittoria” si guadagna solo sul campo, controllando il territorio e gli Stati Uniti non hanno centrato questo obiettivo. Zawahiri poi ricorda che al Qaeda si sta diffondendo «Obama sa bene che al Qaeda , per grazia di Dio, si sta diffondendo e quando sarà il momento giusto ci riveleremo a Dio piacendo». Inoltre, l’emiro qaedista ricorda che al Qaeda «è un messaggio prima che un’organizzazione o un gruppo» in difesa degli islamici e degli oppressi in tutto il mondo. Venendo poi a parlare delle lotte intestine in Siria tra Isis e al Nusra, pur rifiutando di nominare una qualsiasi delle parti coinvolte, Zawahiri ripetein gran parte quanto ha detto in passato: richiama tutte le parti in causa a sottomettersi alla legge islamica, l’unica in grado di giudicarli. Zawahiri indica alcuni esempi del passato: l’Algeria nei primi anni Novanta, in cui gli eccessi di alcuni jihadisti hanno compromesso la lotta contro il governo e alienato il popolo. Al Qaeda non vuole ripetere questo scenario in Siria. Isis è sospettato di aver ucciso jihadisti alto profilo e ha spesso combattuto con altri gruppi in Siria. Zawahiri dice che la legge islamica vieta di ordinare attacchi contro i mujaheddin . Se un leader jihadista lo fa, sostiene Zawahiri, allora occorre disobbedire a tali ordini. In risposta a una domanda sulle differenze tra al Qaeda e ISIS , Zawahiri ne cita due: la prima ha a che fare con l’approccio alla jihad; la seconda alla struttura organizzativa di al Qaeda. In primo luogo, al Qaeda ha emesso delle “Linee guida generali” per i jihadisti, ma ISIS le ha rifiutate per evitare di alienarsi il popolo musulmano con attacchi sconsiderati contro di esso come in Iraq. L’emiro di Al Qaeda afferma che il suo gruppo è focalizzato sulla volontà di unire la comunità islamica per combattere i nemici esterni dell’Islam , tra cui gli Usa. Inoltre, al Qaeda mira a ripristinare il Califfato, sciolto nel 1924. In breve , al Qaeda sta cercando di diventare un movimento popolare rivoluzionario mentre Isis continua ad operare come una organizzazione autonoma, rifiutando di consultarsi con gli altri mujaheddin. Inoltre Isis si è espansa in Siria senza autorizzazione, come già detto in altri comunicati. Gran parte dell’intervista di Zawahiri, di nazionalità egiziana, si concentra sui fatti d’Egitto. Zawahiri dice che seppur la Costituzione menziona la Sharia, non vi è ha alcun meccanismo per farla rispettare ed è in questo non coerente con l’ideologia di al Qaeda. Zawahiri afferma che il nuovo governo egiziano è una mera estensione degli interessi degli Usa e incoraggia l’opposizione a prendere provvedimenti . Gruppi come Ansar Bayt al Maqdis e Ajnad Misr hanno attaccato i funzionari governativi e della sicurezza , dichiarando di voler evitare vittime civili. Ma in Egitto, come altrove, Zawahiri è preoccupato per la svolta anti qaedista della popolazione per lo spargimento di sangue musulmano. Perché una rivolta contro il governo egiziano abbia successo, Zawahiri afferma che i jihadisti «devono raccogliere prima il sostegno pubblico». L’emiro di al Qaeda avverte: «L’esperienza ci ha dimostrato che senza tale sostegno i combattimenti non conseguono vittoria o successo».