Argentina, Spagna e Messico verso un accordo su Ypf

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ARGENTINA – Buenos Aires, 26/11/2013. La multinazionale petrolifera Repsol sta valutando la proposta di accordo raggiunta nella notte del 25 novembre tra i governi di Argentina, Spagna e Messico in merito al risarcimento per l’esproprio del 51% del pacchetto azionario della società Ypf (Yacimientos Petrolíferos Fiscales).

Lo rende noto il Ministero dell’Economia argentino, il cui nuovo titolare, Axel Kicillof, è tra gli artefici della nazionalizzazione del pilastro petrolifero portegno di bandiera. Dopo la privatizzazione operata dall’allora presidente Carlos Menem negli anni ’90, è stata Cristina Fernández de Kirchner a riaffermarne il controllo statale. Con un disegno di legge presentato il 16 aprile 2012 e approvato dal Congresso il 3 maggio dello stesso anno, il governo Kirchner ha deciso di potenziare l’industria petrolifera nazionale interrompendo le importazioni di idrocarburi e, così, conquistando l’indipendenza energetica. Da allora, Repsol ha intrapreso numerose azioni legali rifiutando il risarcimento proposto dal governo argentino. Secondo l’agenzia di stampa Télam, all’incontro con il Ministro dell’Economia hanno partecipato José Manuel Soria, ministro spagnolo dell’Industria, dell’Energia e del Turismo, Emilio Lozoya Austin, amministratore delegato di Pemex (Petróleos Mexicanos), Carlos Zannini, segretario legale e tecnico della presidenza argentina, Miguel Galuccio, presidente di Ypf, Nemesio Fernández Cuesta, amministratore delegato di Repsol, Isidro Fainé in rappresentanza del gruppo finanziario La Caixa, e l’ambasciatore argentino a Madrid Carlos Bettini. Dopo la riunione, Repsol ha annunciato di voler sottoporre la proposta di accordo al Consiglio di amministrazione che potrebbe pronunciarsi sui termini e sulle condizioni della stessa già nella giornata del 27 novembre. Un esito favorevole del negoziato segnerebbe l’ultima tappa del processo di nazionalizzazione di Ypf. Secondo un comunicato emesso dal ministero dell’Economia argentino, la proposta di accordo prevede di stabilire il totale del risarcimento e la forma di pagamento attraverso disponibilità liquide. Fonti non ufficiali informate della trattativa riferiscono di un’offerta pari a 5 milioni di dollari in debito pubblico garantito. Le parti, inoltre, si impegnano ad abbandonare le azioni legali intraprese così da recuperare e rafforzare i rapporti che legano storicamente questi tre Paesi e le loro aziende.