YEMEN. Riad espelle gli immigrati yemeniti

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L’Arabia Saudita è stata accusata di aver forzato decine di migliaia di yemeniti a rientrare in patria attraverso l’applicazione di nuove regole sui lavoratori immigrati, basate sulla visione di Mohammed bin Salman per un’economia destinata “prima ai sauditi”.

Secondo quanto riportano Yemeni News e Middle East Eye, la politica impostata sulla “Vision 2030” comprende due elementi chiave che riguardano i milioni di lavoratori stranieri in Arabia Saudita: le tasse mensili di residenza introdotte lo scorso luglio e una nuova politica di “Saudizzazione” che vieta l’impiego di lavoratori stranieri in 19 tipologie di lavoro.

Queste regole hanno portato all’uscita di decine di migliaia di yemeniti da dicembre 2017, verso un paese in guerra tra il movimento Houthi e una coalizione guidata dall’Arabia Saudita, un conflitto che ha già ucciso più di 10.000 persone, portato milioni sull’orlo della fame, sprofondato l’economia in crisi e portato ad un’epidemia di colera e di difterite.

Nel luglio dello scorso anno, l’Arabia Saudita ha imposto tasse di soggiorno ai lavoratori migranti e alle persone a loro carico: 100 rial al mese, per arrivare a 400 rial entro il 2020.

Secondo quanto riporta Middle East Eye, rientri su più vasta scala sarebbero disastrosi per lo Yemen. Secondo il ministro dell’Informazione dello Yemen, Moammar al-Eryani, ci sono due milioni di yemeniti in Arabia Saudita, che hanno mantenuto le famiglie per anni.

L’effetto combinato di tasse e “Saudizzazione” ha spinto molti yemeniti a fuggire dall’Arabia Saudita e a tornare nello Yemen; il ritorno di tanti espatriati dall’Arabia Saudita sta peggiorando la situazione di milioni di yemeniti, per la scomparsa improvvisa delle rimesse. 

Molti espatriati yemeniti starebbero cercando di cambiare professione e altri aspettano che il governo yemenita si coordini con le autorità saudite.

Questi cambiamenti di politica dell’Arabia Saudita sono un problema interno, ma gli yemeniti si stanno organizzando per protestare attraverso il boicottaggio dei prodotti sauditi e la pubblicizzazione delle condizioni in cui sono costretti a rientrare.

Tommaso dal Passo