YEMEN. Mattis dà l’ultimatum ai belligeranti: entro 30 giorni al tavolo dei negoziati

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Il segretario alla Difesa statunitense Jim Mattis ha chiesto un cessate il fuoco nello Yemen entro 30 giorni, cercando di porre fine alla campagna di bombardamenti contro i ribelli Houthi, effettuati dall’Arabia Saudita, sostenuta dagli Stati Uniti, e di negoziare una pace.

Secondo quanto riporta Defence One, gli Stati Uniti forniscono intelligence, sostegno e all’addestramento, così come il rifornimento aereo per le forze aeree saudite. Ma il sostegno dell’amministrazione Trump all’Arabia Saudita e alla guerra ha attirato sempre più critiche negli ultimi mesi, per l’incrementato numero delle vittime civili. L’assassinio dell’editorialista del Washington Post Jamal Khashoggi nell’ambasciata saudita in Turchia ha ulteriormente infiammato le critiche contro il sostegno degli Stati Uniti al principe ereditario Mohammed bin Salman.

«La soluzione a più lungo termine – e per più lungo termine, intendo tra 30 giorni – è che vogliamo vedere tutti intorno a un tavolo di pace basato su un cessate il fuoco, basato su un ritiro dal confine, e poi basato sulla cessazione dei bombardamenti che permetterà poi di riunirli in Svezia e porre fine a questa guerra», ha detto Mattis durante le osservazioni al United States Institute of Peace, a Washington. Mattis ha insistito di voler separare l’omicidio di Khashoggi dalla situazione nello Yemen, difendendo l’addestramento statunitense delle forze saudite e descrivendole come sforzi produttivi per aiutare a ridurre le vittime civili. 

Ha anche minimizzato il supporto al rifornimento aereo, notando che gli Stati Uniti riforniscono “meno del 20 per cento” degli aerei della coalizione saudita: «Il nostro obiettivo in questo momento è quello di raggiungere un livello di capacità da parte di quelle forze che combattono contro gli Houthi di non uccidere persone innocenti», ha detto Mattis. Ma un cessate il fuoco come parte dei negoziati di pace è «l’unico modo per risolvere questo problema. Una migliore precisione delle bombe significa ancora guerra», ha detto.

Graziella Giangiulio